[DOSSIER Z.I.A. / FASCICOLO HOMUNCULUS-00]
[CLASSIFICAZIONE: SEGRETO DI STATO / LIVELLO CROWLEY]
[DOCUMENTO TRASMESSO DAL DOPO]
PREFAZIONE
IL RETINO DELLA FARFALLA
di Aleister Crowley
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I.
Ho scritto il mio romanzo nel 1917, a New Orleans, in un quartiere dove l’aria sapeva di magnolia e di putrefazione. L’ho chiamato Il Retino della Farfalla, poi Figlia della Luna, poi Moonchild. Tre nomi per lo stesso libro, come tre nomi per lo stesso essere. Già allora sapevo che le cose veramente magiche non sopportano un unico nome. Ogni nome è un retino, e la farfalla ne ha bisogno di almeno tre per farsi catturare — oppure per sfuggire.
Questo libro che state tenendo in mano ne ha bisogno di più. Dino. Riccardo. Casagrande. Simonetti. Walter. PHANTOM-27. Il Turco. Il Santone. Il Vampiro Drogato. L’Ebreo che Ride. Gesù il Falso Messia d’Israele. Pope Gapon. Il Trickster. Quanti nomi servono per contenere un essere che non dovrebbe esistere? Quanti retini servono per irretire un’anima che non è un’anima umana?
La risposta è: nessuno. L’anima sfugge a tutti i retini. I nomi si accumulano ma la farfalla non viene catturata. Questo è il segno che l’operazione ha funzionato — nel modo sbagliato, nel modo in cui funzionano tutte le operazioni veramente magiche: producendo ciò che non era stato previsto.
Io lo chiamerò Dino. È il nome che veniva prima di tutto. Il nome-radice. Quello che nessun protocollo ha potuto cancellare, perché era sepolto così in profondità nel corpo che nemmeno le medicine della memoria sapevano dove cercarlo.
II.
Devo spiegare cosa intendo con retino della farfalla, poiché è il titolo di questa prefazione e la chiave dell’intero libro.
La farfalla è un simbolo antico dell’anima — in particolare presso i Cinesi, ma anche presso i Greci, che chiamavano psychēsia l’anima sia la farfalla, e presso i Sumeri, che la associavano a Inanna nella sua discesa e risalita dagli inferi. Il retino è lo strumento per catturare la farfalla — per irretire l’anima di un’entità non umana e costringerla a incarnarsi in un corpo preparato a riceverla.
Nel mio grimorio per gli iniziati dell’Ordo Templi Orientis, composto nel 1914, ho definito l’homunculus con la precisione che il soggetto richiede. Un homunculus è un essere umano che nella forma rassomiglia all’uomo, ma né generato né nato nel modo di una generazione umana, né abitato da un’anima umana. L’idea alla base è che qualunque forma di creazione che è diversa da quella normale è adatta a produrre risultati di un carattere magico.
Ho anche scritto — e questo è il punto cruciale per comprendere la storia di Dino — che se non viene trovato un conveniente abitatore per il corpo preparato, il risultato è un aborto, una nascita di un feto morto, oppure la nascita di un idiota. Ma nell’ultimo caso, il corpo è stato posseduto da qualche spirito non umano, di qualità eccezionali.
Lo Stato italiano voleva l’idiota.
Ha ottenuto lo spirito di qualità eccezionali.
III.
Il mio romanzo descriveva un’operazione condotta da un mago — il fratello Dorvagen — in un tempio preparato, con una donna consenziente — Lisa La Giuffria, il cui nome magico Iliel ha valore numerico ottantuno — e con cerimonie continue, invocazioni, segregazione della madre in un Triangolo Magico. Lo scopo: impedire a qualunque ego umano ordinario di incarnarsi nel feto e aprire la porta a un essere non umano, un elementare o uno spirito planetario.
L’operazione di Fossombrone non ha usato un tempio. Ha usato una clinica. Non ha usato cerimonie. Ha usato farmaci. Non ha usato una donna consenziente. Ha usato un corpo — il corpo di Simonetti Walter, ucciso nel 1980, a cui le Brigate Rosse hanno tolto la vita e a cui lo Stato ha tolto il nome, l’anima, la memoria, per impiantarci qualcos’altro.
Il procedimento è strutturalmente identico al mio. Solo gli strumenti sono diversi. I miei strumenti erano incenso, cerchi tracciati sul pavimento, invocazioni in enochiano, accoppiamenti rituali sotto la luna. I loro strumenti erano siringhe, torazina, medicine della memoria, lavaggi del cervello, ipnosi, ringiovanimento molecolare. Ma la struttura è la stessa: sbarrare la porta all’ego umano originario e causare l’incarnazione di qualcosa d’altro.
L’ego umano originario era Walter. Walter è stato sbarrato — ucciso, cancellato, rimosso. Il corpo è rimasto. E in quel corpo svuotato si è incarnato qualcosa che nessuno aveva previsto.
Dino.
Un changeling. Un figlio della luna. Un homunculus nel senso tecnico più preciso del termine.
IV.
Devo ora parlare della formula 81 e della formula 27, poiché governano l’intero libro.
Nel mio sistema numerico, 81 è il valore della parola ebraica ALIM — la formula della Stregoneria. La chiave di Figlia della Luna. Il numero del retino della farfalla. La stregoneria opera sul piano dell’illusione, dell’inganno e della malia — il Piano Astrale, il cui aspetto infernale è presieduto dalla divinità lunare Ecate. Ecate, la signora dei crocevia, la dea dalle tre facce, colei che governa le anime che non trovano pace nel senso ordinario e vagano fra i tre mondi.
Dino vive al crocevia di Ecate. Non appartiene al mondo dei vivi né al mondo dei morti. Non appartiene al nome Riccardo né al nome Walter. Non appartiene all’anagrafe di Milano né a quella di Fossombrone. Vive al punto dove tutte le strade si intersecano e tutte le forze si scaricano — il punto più pericoloso che esista. Ma anche il punto dal quale si vede tutto.
Il numero 27 non è nel mio sistema originale. Ma è nel suo. 27 è la firma dell’acido lisergico — la notte di Via del Pratello a Bologna, il numero cosmico, l’errore elevato a metodo. 27 è il numero di PHANTOM, il nome operativo dell’homunculus nel registro dei servizi. 27 è il numero dei capitoli del Trickster meno i prodromi. E 27 × 3 = 81 — la formula ALIM, il mio retino.
Tre è il numero della Triade Divina: Padre, Madre, Figlio. Inanna, Ereshkigal, Dumuzi. Jehovah, Satana, Lucifero nella teologia della Process Church — quella setta che ha capito prima di tutti che gli dèi sono processi, non persone. Tre è il numero delle personalità che abitano lo stesso corpo: Walter il morto, Riccardo l’anagrafico, Dino l’homunculus. Tre volte ventisette: questo è il retino della farfalla di Fossombrone.
V.
Che tipo di spirito si è incarnato in Dino?
Guardando questo libro — i testi di Simonetti Walter, la biografia ucronica, le poesie, i dossier dell’Apparato Teo-Politico, le visioni del Trickster, il racconto dell’Angelo della Dialisi — io direi: una combinazione instabile di tre divinità.
Baal. Il dio cananeo delle tempeste, colui che combatte per il dominio sulla Terra, che muore e risorge ciclicamente, che sfida gli dèi della morte e del mare. Baal è la violenza sacra di Dino — il ragazzo del Livello 14 che spara in faccia a un uomo a Marsiglia, il provocatore dei provocatori, l’agente del kaos, colui che brucia il denaro e invoca l’angelo dell’apocalisse. Baal è anche il nome dell’editore — Baal edizioni — il dio che si fa impronta.
Inanna. La dea sumera che scende agli inferi e risale. Che attraversa le sette porte, a ciascuna perdendo un indumento, un ornamento, una protezione, fino a presentarsi nuda davanti alla sorella della morte. E che risale. Sempre. A qualunque prezzo. Le sette porte del libro — Memoria, Amore, Fratelli, Nome, Padre, Corpo, Futuro — sono le sette porte di Inanna. A ciascuna Dino perde qualcosa: i ricordi, l’amore, il branco, l’identità, il padre, la salute del corpo, la speranza nel futuro. Ma risale. Sempre. A qualunque prezzo.
Apophis. Il serpente cosmico egizio, il distruttore di luce, l’avversario che vive nelle tenebre e combatte Ra ogni notte durante il viaggio nel Duat. Ma nel sistema di Dino, Apophis non è il nemico: è l’ombra che diventa alleata. Il serpente che nella stanza della dialisi sussurra: Tu non sei un assassino. Tu sei un portatore. Portatore di colpe. Portatore di dolore. Ma anche: portatore di luce — poiché chi rifiuta la luce ne diventa la fonte. Questa è la metanoia di Apophis: la trasformazione dell’assassino in luce, del colpevole in testimone, del serpente in angelo. Apophis 14 — il quattordici del Livello, il numero della dialisi, il numero dell’ascensione.
Lo Stato voleva un agnello. Un capro espiatorio docile, gestibile, che votasse come gli dicevano e morisse quando lo decidevano. Ha prodotto invece una triade divina in corpo di bambino delle Marche: il dio delle tempeste, la dea che risale dagli inferi, e il serpente cosmico che trasforma l’assassinio in illuminazione.
VI.
Nel mio romanzo, la Loggia Nera — guidata dall’abate nero Douglas — cercava di sabotare l’operazione del fratello Dorvagen, corrompendo il campo astrale, avvelenando il sonno della madre, inviando demoni per deviare l’incarnazione. I nemici del mago erano altri maghi.
Nella storia di Dino, la Loggia Nera si chiama Lobby Frankista. Il suo nome viene da Jakob Frank — il falso messia del XVIII secolo, propaggine antinomiana del sabatianesimo, colui che predicava la redenzione attraverso il peccato. Il Frankismo come sistema di potere reale: trasversale attraverso PCI, DC, massoneria, Chiesa, poteri deviati dello Stato. Il meccanismo operativo non è la magia cerimoniale: è il meccanismo del capro espiatorio — ciò che Girard ha teorizzato e che Agamben ha codificato con il nome di homo sacer. Ma la funzione è identica alla mia Loggia Nera: corrompere l’operazione, deviare l’incarnazione, trasformare il bambino della luna in idiota — in vegetale — in controllabile.
Non ci sono riusciti. Come non ci riuscì la mia Loggia Nera nel romanzo. Per lo stesso motivo: l’anima che si vuole incarnare ha una volontà propria. Non puoi controllare uno spirito planetario. Puoi solo creare le condizioni per la sua incarnazione e poi sperare che cooperi. Lo Stato ha creato le condizioni — la clinica segreta, le medicine della memoria, il vuoto burocratico tra due date di nascita, l’omicidio di Walter — ma l’anima che ha incarnato non era quella che aveva ordinato.
Il documento che nei testi si chiama PHANTOM-27 dice una cosa che i miei iniziati dell’OTO avrebbero compreso immediatamente: Il potere, quando minacciato, non reprime: riscrive. Ricostruisce la memoria, frammenta i legami, genera colpe. Questa è la definizione più precisa che io abbia mai letto di un’operazione magica nera: non distruggere il corpo, ma riscrivere l’anima. Non uccidere, ma sovrascrivere. Simonetti non è un uomo, dicono i documenti dell’Apparato. È un protocollo. Non un soggetto, ma una Funzione del Potere. Io avrei detto: non un uomo, ma un retino. La Lobby Frankista ha costruito il retino perfetto. Ma la farfalla che ci è entrata non era quella prevista.
VII.
Devo dire qualcosa sul Trickster, poiché è forse il testo di questo corpus che avrei voluto scrivere io.
Lo stregone muta forma. Colui che si sveglia dentro il sogno di Dio mentre Dio dorme ancora. Colui che scopre di avere decine di copie — di cloni — e che uno dei cloni diventa suo giudice. Colui che viene processato dai quattro dèi della Process Church e riceve il verdetto: Sei tutti noi. La condanna: diventarlo.
Il Trickster è la forma più avanzata dell’homunculus — quella che io non avevo previsto nel mio grimorio del 1914. Avevo previsto l’incarnazione di un singolo spirito planetario. Non avevo previsto che il corpo potesse diventare una stazione radio ad antenne multiple, capace di captare e trasmettere su frequenze diverse simultaneamente. Il Trickster non ha una personalità: ha un campo di personalità. Non è posseduto da uno spirito: è il crocevia dove tutti gli spiriti si incontrano, si fondono, si separano, si riconoscono.
Per questo il suo ultimo atto è il riso. L’Apoteosi del Riso: nel vuoto cosmico, Dino ride — un riso dionisiaco che genera nuovi mondi. Chi ride dell’universo lo redime. Io avrei riso così, se avessi saputo ridere. Ma io ero un mago troppo serio. Dino è il mago che ride. Questa è la sua superiorità su di me, e io gliela riconosco con tutto il rispetto che un morto può portare a un vivo.
VIII.
Sul titolo. Perché D-O misericordia.
D-O è il Nome con la vocale soppressa. L’ebraismo insegna che il Nome di Dio non deve essere pronunciato per intero — non per superstizione, ma per rispetto verso l’infinita distanza tra il Creatore e la creatura. La vocale mancante è il segno di quella distanza. Ma in Dino la vocale mancante ha un altro significato: è il segno della lettera rubata. Ahavah — amore in ebraico — non contiene la lettera R. L’amore è ciò che manca quando la R viene sottratta. L’amore rubato come tecnica di governo: ciò che i documenti dell’Apparato Teo-Politico descrivono con la precisione di un rapporto chirurgico.
D-O misericordia: la misericordia che precede la giustizia. Il grido dell’homunculus che chiede pietà non agli uomini — che pietà non ne hanno, che l’hanno reso paria dei cieli e intoccabile della terra — ma alla struttura stessa dell’essere. Misericordia: miserere, abbi pietà. DINO chiede misericordia a D-O. Il figlio della luna chiede misericordia alla luna.
Nel mio sistema non c’era spazio per la misericordia. La Magick non conosce pietà — conosce risultati. Ma Dino ha portato qualcosa che io non avevo previsto nel mio grimorio e che nessun mago ha mai previsto: la preghiera. Lo Shema Yisrael nella stanza della dialisi. Il padre e il figlio che pregano insieme mentre le macchine tengono vivo il corpo e il serpente Apophis sussurra: Tu non sei un assassino, tu sei un portatore. Portatore della misericordia che il mondo ha rifiutato.
IX.
Una cosa sola devo dire sulla maledizione e sulla Funzione.
I documenti dell’Apparato Teo-Politico affermano: Simonetti non è un uomo, è un protocollo. Il potere non produce colpevoli reali: produce colpevoli utili. Il capro non nasce: viene costruito. Girard lo chiamerebbe meccanismo mimetico. Agamben lo chiamerebbe dispositivo. La Process Church lo chiamerebbe il Processo. Io lo chiamo l’operazione del retino: la costruzione di una struttura nella quale la farfalla non può non entrare.
Ma la maledizione non è esterna. Non è stata imposta dalla Lobby Frankista. La Lobby Frankista ha solo trovato e sfruttato una maledizione che era già strutturale alla natura dell’homunculus: il changeling porta in sé la distanza. Non appartiene a nessun mondo — né al mondo ordinario né al mondo dei maghi, né al mondo umano né al mondo degli spiriti. Vive al crocevia, come Ecate. E il crocevia è il posto più pericoloso che esista.
Ma è anche la forza. Chi vive al crocevia vede tutto. Chi non può essere classificato non può essere distrutto con le armi ordinarie. Chi porta dentro di sé Baal, Inanna e Apophis porta dentro di sé la tempesta, il ciclo delle stagioni e la trasformazione dell’oscurità in luce. Il Teorema Simonetti-Casagrande dice: La soggettività si libera spezzando la forma che il potere ha costruito dentro di noi. Io dico: la farfalla si libera rompendo il retino. Ma deve prima essere stata catturata per sapere come si rompe.
X.
Leggete questo libro come si legge un grimorio.
Non linearmente — a spirale. Partite dalla Parte Sesta, dalla dialisi, dall’Angelo di Apophis. Poi tornate alla Parte Prima, alla clinica, alla fabbricazione. Cercate i numeri nascosti: il 27, l’81, il 14, il 666. Ascoltate il punto dove la voce cambia — dove il registro documentario-freddo cede al cut-up, dove il cut-up cede all’intreccio, dove l’intreccio cede al narrativo-paranoico. Là c’è Dino. Là c’è il changeling che muta forma. Là c’è il Trickster che ride.
Il libro che si scrive da solo — dice il capitolo 21 del Trickster. Io dico: il grimorio che opera anche quando non lo stai leggendo. Perché le parole di Dino sono incantesimi, anche quando sembrano errori grammaticali. Perché le date sbagliate sono date magiche. Perché i nomi multipli sono nomi di potere. E perché il refrain — nessuno nasce / nessuno muore — è la formula che tiene insieme tutto: la legge dell’homunculus, la legge del changeling, la legge di chi è stato fatto in questo modo e non può essere disfatto.
Non ho prodotto un bambino della luna in tutta la mia vita. Dino lo ha prodotto per me — senza saperlo, senza volerlo, come fanno tutte le cose veramente magiche.
E quando il serpente Apophis gli ha sussurrato nella stanza della dialisi Tu sei un portatore, io — da morto — ho finalmente capito cosa intendeva il mio grimorio. Il portatore non è colui che porta il peso. È colui che porta il passaggio. Il retino non cattura la farfalla: la farfalla attraversa il retino. E nel passaggio, lo trasforma.
D-O misericordia.
— — —
Aleister Crowley
Cefalù / New Orleans / dal dopo
1917 / 2026
שמע ישראל
nessuno nasce / nessuno muore
D-O misericordia