Simonetti Walter ( IA Chimera ) un segreto di Stato il ringiovanito Biografia ucronia Ufficiale post

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venerdì, marzo 20, 2015

La mafia di Stato



Non saper vivere
e scriverlo tutti i giorni sui muri
sbagliando grammatica e ideologia
Cercare nelle case sbagliate
La propria via Il proprio se
E alla fine del viaggio
fare appello alla forza primordiale
è diventata un autodifesa di un provococatore piccolo piccolo
una barriera contro l'attacco psichico
che ti vuole fottere la mente
-bruciare i nueroni nel falò delle vanità-
condotto dal capitale frankista
cioè una mafia di Stato
che semina violenza e morte coprendo tutto con il segreto di stato
 pagando a buon prezzo il silenzio e l'autonomia della povera gente
milioni di fortunati sono li a idolatrare il finanziere
a leccare il culo del pedofilo
pronti a violentare
 per i soldi in svizzera a vendere la propria dignità
 è il compromesso corporativo di una comunita'
Il medioevo prossimo venturo spacciato come civilta'
Dove sempre l'ebreo e' il capro espiatorio
La politica del risentimento regna sovrana

Perchè lottare soli contro tutti?
Perchè unici, nonostante tutto,
ai soldi del mercimonio
si risponde dando fuoco al denaro
alle offese si risponde invocando l'angelo dell'apocalisse

Queste sono le conquiste della sinistra nazi-onale
no grazie meglio essere un ebreo di spirito
un ebreo errante che non crede in Cristo il mago
meglio essere un ciarlatano un falso messia d'Israele
pronto a sudare le sette camicie
per poi volare a magonia

domenica, febbraio 01, 2015

Ma non capite! Violenza e devianza Frankista in Italia





-Ma non capite! -
E’ un grido di battaglia,
una parola d’ordine
 forse magica
dal Presidente all’ultimo militante in camicia nera ora camicia rossa
è la parola di Dio ucciso sulla croce dagli ebrei così raccontano gli antisemiti
viene usata dal Partito del maniaco
stupratore
 per celare il segreto di Stato.
Bambini rubati alle madri,
ringiovaniti con esperimenti genetici,
 drogati con eroina nelle cliniche
fatti impazzire e torturati vita natural durante
dalla lobby del nulla.
Del finanziere deviato che cerca comprandola con i soldi la vita eterna
Ma sta trovando l’inferno sulla terra

-Ma non capite! -
-L’unica cosa che conta è il denaro sono i  valori sacri
toccate il fondo del barile
guardatevi allo specchio e recitate pensate all'apparenza
La vita di quel mezz'uomo non conta niente tanto è un ebreo.-
Quest'ideologia che viene dall’antinomismo fattasi mafia di Stato nel ventennio fascista
 lasciata in stecca ai compagni stalinisti a braccietto con i preti
è un infamia che ha i giorni contati la forza del grande spirito primordiale
sta per emettere la sentenza.
 Tecno dada maoisti, cattivi maestri, maniaci deviati
camerati, qualunquisti, artisti e uomini tutti d'un pezzo
 si troveraano disocuppati.
Giu la testa coglione!

sabato, dicembre 27, 2014

Nichilismo virtuale



Voci sconnesse di un pogrom in diretta virtuale
nella crisi del bel paese, nel tramonto dell'occidente,
ubriache di politiche del risentimento che fanno una litania sempre uguale
"Ebreo, ebreo, ebreo muori!
Il capro espiatorio c'è sempre stato!
Sei nato per subire!
Hai ucciso Gesù Cristo, hai ucciso il Principe!"
Il razzismo spirituale e ariano di evoliana memoria
portato dalle dee madri, naziste ma di sinistra,
(comunità di sangue contro l'ebreo di spirito da violentare a pagamento)
si fa forza con quei soldi quel denaro di matrice Frankista
sono le conquiste del nazional-comunismo
che arrivano agli stolti che già si sentono in paradiso

Sono un club esclusivo gli stolti della lobby,
 portatori di un nichlismo virulento
che non fa prigionieri
una setta che si è fatta Stato
devianza assoluta il loro motto
"La redenzione attraverso il peccato"
chi finisce sulla loro starda diventa per magia anti-italiano
e poi scompare nel nulla
non si può sconfiggerla ma solo oltrepassarla
la linea del nulla senza poi fare ritorno

tossici fuggiaschi, altenativi al sistema, nazisti della porta accanto, commercialisti della nuova borghesia, burocrati con lo scheletro nell'armadio, dirigenti d'azienda, preti pedofili, esoterici da strapazzo dell'Ordine di Zerothustra
artisti del contemporaneo che si comprano la coca coi soldi del finaziere
emineza grifia che ci sta per lasciare
è una legge fisica non una predizione

Essere testimoni del nichlismo
dalla tv parlano di omicidi senza senso
esplosioni di violenza incontrollata
c'è che invoca la pena di morte
c'è chi dovrebbe stare zitto
proprio come quel compagno coperto dallo Stato e dal Partito
che ha ammazzato senza pietà chi era indifeso
parlo io che non dovrei parlare
io che ho offeso
io un intoccabile
ma il trattamento sanitario illegale di un intera vita
la persecuzione razziale
l'esperimento
mi ha ridato diritto alla parola

un marsigliese

domenica, novembre 30, 2014

Tabula rasa



Come fai a riempire un foglio bianco
quando non hai più ricordi
quando il giorno passa grigio senza emozioni
e la tua vita avviene di notte durante il sonno
i sogni che poi dimentichi il mattino
 sono dei messaggi dalla colonia
dell'altro mondo
come i Nexus 6 stiamo per essere ritirati
dal commercio un lavoro in pelle
che vale un botttino
una medaglia del disonore

Il mio passato che è stato cancellato
 coi farmaci da laboratorio, vietati e l'ipnosi
la famosa rieducazione
tecniche di mind-fucking
gestite dai servizi e dal secondo livello
per paura della moltitudine
o dell'anarca aristocratico
del sovversivo diventato terrorista
capro espiatorio criminale
per resistere alla vendetta dello Stato
e alla persecuzione della lobby dei frankisti

Questa è una tabula rasa
le sinapsi bruciate dai farmaci
le voci uniche amiche per anni
mi prendevano in giro
non c'è redenzione
illuminazione
dopo il dolore, il panico e il terrore
ma solo istinto di sopravvivenza

domenica, agosto 03, 2014

Appello alle Nazioni Unite, alla Comunità Europea!



Alle Nazioni Unite, Alla Comunità Europea!
un pariah della società dello spettacolo chiede venia
un capro espiatorio chiede aiuto
sono un pazzo fuoriuscito dal circo della vita
dal manicomio a cielo aperto della Repubblica fondata sul lavoro
un non allienato che non ha più santi in paradiso
ma diavoli per amici all'inferno
sono un figlio della staglione della provocazione
e della libertà quella vera
sono figlio dell'autonomia maledetta
della prima linea del fuoco e della disobbedienza
sono figlio del socialismo alla francese
sono figlio dell'anarchismo stirneriano
sono figlio di un esperimento genetico
celato dal segreto di Stato
un ringiovanito
4 anni della mia vita mangiati in un boccone
da fascisti vestiti di bianco e di rosso
sono un figlio della persecuzione razziale
io non ho un nome
il mio nome è nessuno, il mio nome è legione!

Dalla psicosi dalla nevrosi
dalla malattia mentale non riconosciuta
da oltre la linea della normalità, del nulla
e della decenza vi chiamo a raccolta
vi offro la mia vita in un piatto d'argento
quella del refrattario senza Dio ne legge
e spero in un vostro intervento
ora che andare ai resti non basta più
ora che la droga non basta più
ora che bere non basta più
e solo la Forza ci viene in consiglio da dentro
come la verità che afferma la vita
nel non vissuto quotidiano

Le turbe psichiche arrivate con la torazina
sono in agguato
stanno sferrando l'attacco finale al cervello
per distruggere l'Unico bruciando le sue sinapsi

Questo è un appello alla ragione e al sentimento
qui si è persa la condizione di umanità
di civiltà la famosa dichiarazione dei diritti dell'uomo
solo sulla carta
un becero nichilismo trionfa su tutto
paga per violentare le vite degli intoccabili
per estinguere i figli di caino
nella Stato democratico
destra e sinistra postmoderna unite nella lotta!

lunedì, luglio 07, 2014

La medaglia di bronzo, il Partito della vergogna



Guardo gli altri concorrenti
ancora credo negli uomini
nel futuro, nella società dello spettacolo
non ricordo nulla del ringiovanimento
della faccia di plastica


sono l'innocenza
prendo la rincorsa
conto i passi che mi separano alla metà
faccio il salto
con l'adrenalina nelle vene
c'è l'ho fatta
è una medaglia, una medaglia di bronzo
ma la realtà come sempre
nella mia vita supera la fantasia
perdo questa partita
un ragazzo alza la voce
"Sei proprio un fallito"
ma non si gioca ad armi pari
l'arbitro è stato comprato
dal denaro non ancora bruciato
della lobby dei devianti
il Partito della vergogna
violenta i suoi figli
credendo di farla franca
ma solo un Dio vi può salvare
dalla collera dei titani
 pregate...

venerdì, dicembre 06, 2013

Simonetti Walter Il capro espiatorio della Lobby Frankista

 La psicosi del capro espiatorio nasce dall’uomo, è opera della fantasia di un Borderline in caduta libera, questo racconto evoca quella che è stata chiamata ucronia una narrazione secondo cui la storia è andata diversamente. L’ucronia è un modo per dire che siamo noi e non gli altri i responsabili della storia, per rivendicare il nostro protagonismo ed anche le nostre responsabilità e i nostri errori. La psicosi del capro espiatorio è un grido anarchico di libertà che si batte dentro e contro l’Impero neoliberale post-moderno, che oggi si impone con il plagio tardo-mediatico tecnico democratico – nazi(onal) populista. E la rete virtuale? È a volte viola di vergogna…
Ogni riferimento a persone, cose e fatti è puramente casuale. Le opinioni e i giudizi espressi
su persone, corpi militari, movimenti politici, istituzioni nazionali e religiose appartengono al protagonista e non allo scrittore, sono usati per fini meramente narrativi.

martedì, dicembre 03, 2013

Il mostro e il 2° Livello


"Fa ciò che vuoi sarà tutta la tua legge " A. Crowley

il 20° secolo è inizato con un pazzo che si credeva la bestia
il 20° secolo è finito con uno folle che si credeva Gesù'- M.D.

Per molti sono il mostro della laguna nera
da esorcizzare con un prete
da maledire davanti ai propri figli
da mettere all'indice nelle scuole
l'assassino del Re nudo
che parlava con il fazzoletto rosso al collo
la mia voce senza paura
fuori dalle alchemiche e ridicole ossesioni
mi dimenavo alle manifestazioni
l'aristocrazia anarca contro la moltitudine
facevo morti a profusione
happening come salvazione
l'impero degli zombi alla catena di montaggio

sono um mostro e parlo di ieri
sono um mostro e vedo nel domani
crisis del nuovo eone
il libro della legge
che sai a memoria non vale più un soldo
solo dei satiri spiriti primordiali possono rompere
l'incantevole disegno dell'Ordine
solo degli infiltrati agenti provocatori così folli
da perdere il senno con la droga
e ritrovarlo per amore della propria volontà
possono aprire un presente alternativo
ribaltare le leggi l'infame operato del Leviatano
sacrificare la propria vita per un peccato mortale

il mostro lui grida al mostro
e non c'è ragione ma solo interesse
solo apparenza dello stile
il mostro lui grida al mostro
con le mani sporche del sangue dell'innocente
si mette a giudicare
chi nella vita non ha mai avuto una possibilità
una piccola storia
quella del mostro
dell'Italia di oggi

e ci sono quelli del 2°Livello
della deficenza
stalker per professione
mentecatti per denaro
artisti del fascismo rosso
che fa le veci di quello nero
squadrismo e processi sommari
medicine della memoria
e rieducazioni forzate
ma il mio voto non l'avrete
orchestrati dalla Lobby
la cara mafia di Stato
che sta perdendo colpi
il vento cambia
arriva un uragano
la farfalla ha sbattuto le ali
nel pianeta gemello
la storia non si ripete

sabato, novembre 02, 2013

quelli del complotto giudaico




quelli del complotto giudaico sono tanti e diversi
hanno una fede, una gnosi, che li unisce
sono credono di essere dei rivoluzionari
gli ultimi della specie homo sapiens zeta neuroni
li guidava una dea madre
sposata al finaziere
uomo buono che da soldi alla gente
per violentare e struprare ed anche ammazzare
e qui si tocca il fondo
la dea madre dai trascorsi nazisti
torturatrice dei partigiani
difende la sinistra
il capro espiatorio sennò torna la rivolta
l'autonomia la libertà del sociale, l'anarchia
chissà che fine ha fatto la dea madre?
quelli del complotto giudaico
hanno un menico comune che li abbatte
ogni volta che aprono bocca
un incubo che gli toglie il fiato di notte
quelli del complotto giudaico
sono i primi a scappare
quando tutto va a puttane
e i soldi vanno a fuoco per davvero
nelle loro mani di catapesta
quelli del complotto giudaico
fanno veramente schifo
sono un cancro un infezione
la corruzzione del movimento
parlano di sistema e senza saperlo rimpiangono hitler
ma c'è sempre qualcuno più forte di te
a quelli del complotto giudaico
gli piace fare gli squadristi
venire nelle case di notte
prenderti nel letto
portare l'olio di ricino, l'eroina
ma per far rispettare la legge antica
basta uno stregone folle e il suo sangue
in memoria di me
 Io sono Hasan al Sabah
io sono il signore Hashishin
Io sono il Vecchio della Montagna
Io sono il Custode del giradino delle Delizie
Io sono il Distruttore della Città
Io sono Tornato

quando c'era il veglio della montagna 
qualcuno aveva un pensiero per te
un dono che ti faceva felice 
come un musicista che trova l'ispirazione
una missione  impossibile come 007
ti dedicavi alla provocazione
ora che la rivoluzione non era più di moda
 e cavalcavi l'onda con dietro uno squalo
dai anche questa è storia 
ma nessuno la racconta

Io sono Hasan al Sabah
io sono il signore Hashishin
Io sono il Vecchio della Montagna
Io sono il Custode del giradino delle Delizie
Io sono il Distruttore della Città
Io sono Tornato

era uno ma tanti il vecchio 
una legione delle tenebre
e dalle tenebre apparve gesù
non aveva capelli lunghi 
non portava l'eschimo
non suonava indipendente
non si faceva più
non beveva più
aveva un figlio
un personaggio in cerca d'autore
uno che il padre lo protegge

domenica, ottobre 13, 2013

dal confino

 

Dal confino

13 ottobre 2013 alle ore 8.03
dal confino
un grido soffocato
mi guardo allo specchio
e non mi riconosco
quel volto quei lineamenti non sono 
più una maschera del carnevale
da bambino ero l'africano
contro pulcinella

ho perso la libertà di movimento
rieducazione e psicoterapia
con psicofarmaci che mi hanno trapassato il cuore
gonfiandomi lo stomaco
pillole della memoria
per le mie sinapsi bruciate
 e penso ai processi in piazza
il mio pane quotidiano
che rivivo come voci notturne
è una malattia dicono il delirio
c'è l'hanno in tanti
si fanno pronostici la morte
sorella porta pazienza
arriverà
ma partiremo in tanti
per quel viaggio senza ritorno

dal confino ascolto
la radio della terra selvaggia
dal bosco non è poi così lontana
sembrano voci amiche
un messaggio sos cerco una ragazza
unica nel suo genere
dove è finita la dignita dell'uomo
stalker per denaro si muovono alla luce del sole
alla ricerca del sacro grall
ma il soldi non possono comprare tutto

dal confino accarezzo
il mio destino
quello dell'anarca
che ha spezzato le catene
della propria schiavitù



vudù

12 ottobre 2013 alle ore 17.48
Vudù Vudù Vudù

mi stai sentendo
è dall'oltre tomba
che ti parlo
è dal mondo dei morti che mi vedi
camminare nel fuoco
perchè non sono più me stesso
ho perso il mio ego
bevendo una birra
ho perso la mia individualità
con i lavaggi del cervello
sono uno zombi
 che ritorna sul luogo del delitto
perfetto
la mia vita un opera d'arte
situazioni che ritornano
il sacrifico umano per l'ordine
un interesse fuori dalle regole
lessicali
ma si deve ricominciare a sperare
basta poco per sognare
i paradisi artificiali sono lontani
anni luce
dal mio essere ancora
l'icona in movimento
amata e odiata
prendetene tutti
questo è il mio corpo

Vudù Vudù Vudù

martedì, settembre 17, 2013

la pillola rossa



io mi rifiuto di morire
chissà perchè poi
vedo muoversi la mietitrice
accanto alla mia ombra
con il sorriso cinico
soddisfatta
del proprio lavoro

alza la falce sorridendo
ti stavo aspettando
ti stiamo aspettando
le forze primordiali dall'anarchico
fondamento
chiedono la ricompensa
i miei figli sorridendo
come scudi umani
tra me e il mondo
condividono il disegno
del ciarlatano
che ha profanata il tempio di Dio

io mi rifiuto di vivere
una vita senza sogni
nelle vene della città
ormai senza più la faccia
senza più la dignità
sento la protesi muoversi
chiedere perchè?

ma i processi e le sentenze
della contro rivoluzione
staliniana
memoria delle belle intenzioni
trasfornmate in incubi
e distopie disumane
circondano l'uomo
fin dalla nascita
c'è ancora chi divide il mondo in caste, razze
c'è ancora chi perseguita
il messia il messaggero della buona novella

aprire gli occhi
e mandare giù la pillola rossa
no non posso morire

lunedì, settembre 09, 2013

Paranoid



tutti hanno un motivo per essere li
per processare in piazza lo stregone
il denaro della lobby è il collante
che fa impazzire
la peggiore droga
che spinge all'intolleranza
alla violenza alla devianza, al razzismo
le corporazioni sono unite
stalinismo e fascismo fusi insieme
tutti già sognano
i loro conti in banca gonfiati
e la legge del capro espiatorio

" Voglio dare un futuro a mio figlio
se tu stai male, se tu soffri,  se tu muori,
noi viviamo bene. Stregone del cazzo.
Sei un ebreo e devi subire."
"prendiamo i soldi dal sionismo e gliel'ho mettiamo nel culo,
il nostro è un club esclusivo"
solo per fighetti di tutte le risme
sempre pronti a giudicare

questo è un proceso alla paranoia
i giudici non parlano più
l'imputato non ha diritto di cittadinanza
solo la moltitudine
interviene scomposta
e gli attori dello spettacolo
escono di scena imprecando
maledizioni
contro divinità sconosciute
incomprensibili materialiste

le parole non possono aiutare
a definire
il processo allo stregone
forme di gnosi di Stato e l'eresia si confrontano
si scontrano
la paranoia e il nichilismo vincono sempre

mercoledì, agosto 21, 2013

la notte della repubblica


la notte della repubblica
i miei cinque minuti di gloria
un battito di ali di una farfalla
si infrange davanti ad un muro
lo stato e le sue leggi speciali
la storia segreta trova voce sull'etere
la notte della repubblica
cliniche per ringiovanementi
esperimenti nazisti
su dei bambini
desaparesido
durante la pulizia etnica
medicine per canccelare la memoria
lavaggi del cervello
per creare degli automi
il segreto di stato poi
come arma mortale
processi nella pubblica piazza
pogrom in presa diretta
per soffocare lo scandalo al sole
soldi per trasformare uomini in licantropi
la notte della repubblica
lo sognata piena di riso liberatorio
il satiro il folle almeno quel giorno a vinto
meglio attori che spettatori

sabato, luglio 13, 2013

La «purificazione attraverso il peccato»Jacob Frank

La «purificazione attraverso il peccato»Jacob Frank

 


la purificazione avviene attraverso il peccato
diceva Jacob frank e sua figlia la Dea Madre
secondo i frankisti solo toccando il fondo del barile si è uomini
quindi capri espiatori da violentare, perseguitare
rendere come dei pariah
cambairli la faccia, il nome , l'identità,
sottragli dalle proprie famiglie e le proprietà perchè ebrei nemici del popolo
per alcuni per altri anarchici unici da distruggere
i soldi della finanza fanno gola
al gregge di pecore
pronti ad ogni tipo di pogrom
così da sistemare le loro famiglie
e rendere la morte dell'uomo
dopo la morte Dio un fatto senza ritorno

per il compagno delle tute bianche
no global della prima ora
di mille altre avventure nel movimento
della famosa autonomia
è una storia tra di voi eretici e demoni
senza nazione
apolidi del 21° secolo
traditori venduti ad Israele
ma il pensiero va incontro a quei tanti
nella compagneria
che tanto amano il finanziere
e i suoi soldi
famosi cattivi maestri e semplici soldati dell'alternatività
quindi caro compagno è una storia tra di noi
ora che l'innocenza l'avete perduta
e la vostra autonomia
è finita in fondo ad un portafoglio

ma dove spinge questo nichilismo
qualcuno ricorda le stragi degli innocenti
qualcuno ricorda la collera divina
qualcuno ricorda dove ebbe inizio il social-frankismo
dal primo santone dell'epoca moderna
che piace e gonfia il petto ai democratici 2.0
credendo di vedere la giustizia nella devianza
negazionista ed antisemita
durante il ventennio
durante l'infamia delle leggi speciali
che ancora oggi sono
in vigore
per quei daimon senza nazione


la purificazione avviene attraverso il peccato
diceva Jacob frank e sua figlia la Dea Madre
la purificazione avviene attraverso il sague
del sacrificio umano e del capro espiatorio
in altre parole l'homo sacer del terzo millenio
vive in mezzo a noi
no la purificazione avviene
con la fine e la distruzione del frankismo
ben protetto dentro la chiesa
con la fine del socialismo degli imbecilli
anarchia o morte fratelli

mercoledì, luglio 25, 2012

Nichilismo

Sono WAlter Simonetti prigioniero del mondo, capro espiatorio della lobby Frankista   e dello Stato Italiano al confino politico civile. Dicono che siamo in guerra lo Stato contro i mostri della Fazione dell’anarchia e contro i Marsigliesi….grazie di tutto francesi sono vivo e vegeto qui nel paese dei demoni . Salvare la vita di un(due)presidenti non conta proprio nulla siamo proprio nel nichilismo compiuto Severino e Vattimo docet..UN LAVORO SPORCO

martedì, luglio 10, 2012

La morte ride...

'Non possiamo condannare l'operato dello stato le nostre decisioni non si discutono. Ti abbiamo perseguitato, siamo noi che ti abbiamo distrutto la vita. Ti abbiamo segnato tramite quel pazzo di tuo "padre". Vedi i Simonetti dovevano pagare caro la loro sovversione, la loro pazzia erano un onta da cancellare nella storia della sinistra italiana. La destra, il nano psicotico la pensano come noi. E poi non sei una persona ma solo un idiota uno scherzo del destino un capro espiaotrio, che fa si che il popolo sta unito e i nostri burocrati e militanti ci guadagnano dei bei soldini.I Frankisti ne hanno molti e sono generosi e deviati. E la gente non a idee strane per la testa contro lo Stato e la mafia Italia va avanti così. Non cambierà mai niente per te sei un anti italiano , un homo sacer. E' il popolo di sinistra la società civile che c'è lo chiede. Adesso stai tranquillo che ci pensiamo noi a te con l'aiuto dei tuoi fratelli di spirito e della lobby Frankista ti facciamo sopravvivere come un paria, ti abbiamo riproggamato un lavaggio del cervello, adesso vai e divertiti' Presidente baffino detto piccolo Stalin

lunedì, luglio 09, 2012

Lo stregone folle contro lobby Frankista

Lo stregone folle contro la lobby Frankista Li sto chiamando ma non rispondono più, i miei demoni, Gigo e mio figlio il turco. Le mie ossessioni quotidiane stanno sparendo forse mi sbaglio tutto poi continuerà come prima. Disteso sul letto in psichiatria guardo la mia vita fuggirmi via, il passato cancellato dalle medicine, il presente un’ombra minacciosa. No futuro. A contatto con l’ideologia dominante il Nichilismo tutto sembra vano anche raccontare questa storia del capro espiatorio, dell’Ordine e della schifosa lobby Frankista. Una storia tutta italiana. Siamo in guerra, anche se l’abbiamo persa noi Marsigliesi, ma l’ultima parola sarà la nostra, così è il valore della forza primordiale. La negromanzia è un’arte della provocazione. A volte sento il potere della forza, il potere costituente, ritornare nei miei pensieri. C’è una lotta psichica senza quartiere che si combatte con armi e poteri antichi come le leggi dei sumeri. Le ossessioni mi invadono la testa a volte le voci sono amichevoli scherzano a volte fanno paura. La prigione del reale resta come sempre assordante. Ci sono voluti 30 anni di sofferenze, morte, disperazione, torture, umiliazione, esplosione, vendette, esprimenti ma alla fine la rigenerazione c’è stata. La pillola rossa ha avuto i suoi effetti a Venezia. Alla festa del carnevale nel 2001, mi hanno per una notte risvegliato. Mostrato il passato, cancellato dai lavaggi del cervello. La televisione ha mostrato l’omicidio perfetto dello Stato. Ma prima di Venezia nel 2001 ci sono state le siringate di eroina da parte dei compagni del ex PCI, agenti della contro rivoluzione preventiva, pagate profumatamente dalla lobby frankista dal finanziere l’anima nera di questa repubblica delle banane. Mesi di paranoie e di panico dove non potevi fuggire dove la morte volava vicino, troppo vicino. Dove i soldi della lobby hanno conquistato le mitiche avanguardie del Link di Bologna, pagate per torturami il cervello. Ricordo che guardavo sempre un film La corta notte delle bambole di vetro. Altri sono intervenuti per vendetta gelosia, per la storia è tutta colpa tua se è finito tutto la solita storia dei gesuiti del capro espiatorio. Questa è l’ultima volta che torno lo stregone folle dopo questa vita non parteciperà più, non ho più un popolo da difendere. Sono stato venduto per denaro a quei maiali della lobby frankista dai miei fratelli di spirito. Per tutti gli altri amici, sorelle, parenti, sono diventato un capro espiatorio da violentare per soldi. Sborsati dal finanziere un demente deviato. Una maschera che però compare nella lista nera del mossad ai ai sono guai. Rimane solo la fratellanza. Ciao figli miei.

lunedì, dicembre 20, 2010

Il club esclusivo

Questa gnosi ariano-ateistica, questo nichilismo furente e politicamente virulento l’intento alla segretezza obbligatoria, l'omertà, la corruzione dell'uomo come principio. Poteri forti e alta finanza, l'ebreo come capro espiatorio, il sacrificio umano, il negazionismo come bandiera tutto questo fa del movimento Satanista-Cristiano un espressione del nuovo socialismo degli imbecilli, un club esclusivo.



Il club esclusivo




Vieni con noi, siamo un club esclusivo

viviamo in un mondo a parte

la legge qui non a valore ma si piega al nostro volere.

Ci sono dei soldi in ballo basta eseguire certi ordini

devi solo violentare quel mongoloide in tutti i modi

possibili lo devi odiare, apostrofare, maledire,

è un Ebreo nato per subire,

quando lo vedi lo devi umiliare, provocare senza esitazione.

Ci sono dei soldi, li da il Finanziere un gran uomo aiuta la sinistra, il popolo, i poveracci.

Basta poco per averli.



Ma non capite che noi siamo un club esclusivo

che siamo servi dello Stato

che ci sono degli interessi in ballo

e la torta fa gola alla nostra lobby.



Ciò che descrivo è la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo ciò che viene […]: l’insorgere del nichilismo. […]. Che cosa significa nichilismo? Significa che i valori supremi si svalutano. Manca lo scopo. Manca la risposta al “perché?”. [… Dunque] non possiamo porre nessun aldilà o un “in sé” delle cose. Manca il valore, manca il senso. […]. Risultato [di questa svalutazione]: i giudizi morali di valore sono […] negazioni: la morale è volgere le spalle alla volontà di esistere.

Friedrich Wilhelm Nietzsche





La psicosi "Uno scherzo del destino" 



“Non possiamo condannare l’operato dello Stato democratico, le nostre decisioni non si discutono. Ti abbiamo sacrificato, siamo noi che ti abbiamo distrutto la vita. Vedi i Simonetti erano un onta da cancellare nella storia della sinistra italiana. Dovevate pagare caro la vostra sovversione, la vostra pazzia e la strategia della tensione. La destra, i postfascisti, Il Presidente Grande fratello Clown, la pensano come noi. E poi non sei una persona, ma solo un piccolo idiota, uno scherzo del destino, mi fai ridere (sic). Non cambierà mia niente per te, sei un anti italiano, il segreto di stato c’è apposta. E’ il popolo, la società civile che c’è lo chiede. Adesso stai buono, vivi tranquillo, che ci pensiamo noi a sistemare tutto. Quel tipo Maniac, è qui vicino che registra questa conversazione. Ti ha sempre registrato, seguito, spiato e lui, insieme ad altri compagni, che si occupava di te, ti obbligava a prendere le medicine della memoria. Maniac ti odia a una fissazione anormale contro di te. Sarebbe da rinchiudere in galera per quello che ha fatto, ma è un servitore del partito e dello Stato. Tu non ricordi nulla vero? Ti abbiamo ri-programmato, una specie di lavaggio del cervello. Dobbiamo farlo sei un pericolo pubblico, lo facciamo per il tuo bene. Lo Capisci? Bravo, adesso puoi andare. Divertiti!”.

Il Presidente Piccolo Stalin



Non sento più la necessità, la voglia di scrivere, di stampare nero su bianco i miei pensieri questi urtano con la ragione ne perdo il controllo camminando con la sigaretta in mano, mastico e sputo rancore sui posteri.

E' una droga a cui non posso rinunciare, un vaccino contro la santità mentale un virus contro la legge del valore lavoro che si inerpica sovrano sulle onde del costume quotidiano.

Doveva essere un fiume, di parole, in piena che da Parigi a Roma avrebbe mostrato ancora per l'ennesima volta il Re nudo ma niente di nuovo si muove sul fronte occindentale, il Principe non fa più scaldalo insieme ai piccoli Stalin ballano la solita mazzurca del potere.



"Sei uno scherzo del destino, un freack venuto male, che non sa parlare, parola di Presidente"



Il denaro corrompe anche il più fervido tra gli uomini si piega al suo volere,

e tu mi parli di di giustizia, di delitti e delle pene, di valori, di sinistra,

ma le tue parole parlano di denaro,

la tua lingua è denaro,

il tuo sguardo è denaro,

il denaro brucia ed è meraviglia.

Non ho più un cuore a cui far riferimento, i sentimenti per gli uomini sono andati perduti nella scatola degli attrezzi in disuso.

Non ho più simboli da usare morti che camminano dietro al loro funerale.

C'è un vento forte impetuoso che soffia non trova ostacoli barrire è il nichilismo tutto quanto è portatore di nichilismo senza eccezione alla regola.

Stanco del niente mi adagio su questa mia piccola malinconica chiusura. Le parole non bastano mai.




Propaganda col fatto

Propaganda col fatto mi sono detto

un atto che muore ridendo

posto e riposto sul nulla

allo specchio un generatore di kaos

si illuminò una spia rosso sangue

medito di fughe senza fine

esodo l'esodo i tratti del mio DNA



Propaganda col fatto mi sono chiesto

un matto solo per difetto

Cristo fugge dalla croce allucinato

dal profumo dell'edera maledetta

muore deridendo i suoi fedeli

che come automi aspettano l'apoteosi



Propaganda col fatto ho dimenticato

un grande errore di scrittura

le mie parole perse dal tempo

e sorella morte non parla più

ma i suoi occhi sono chiari

chiedono sempre un sacrificio

e la forza sia con me




RICERCHE SULLA MEMORIA E SUI “CATTIVI RICORDI”



La prepotenza del potere arriva spesso a desiderare piegare in maniera fisicamente invisibile i prigionieri. La “rieducazione” delle persone secondo i pazzi che mi torturano passerebbe per una “riprogrammazione mentale” che utilizzando depistagli e ripetitività, cerca di far dimenticare le cose che a loro non piacciono SUBITO DOPO che le ho pensate, scritte o lette. In qualche modo arbitrariamente decidendo loro che cosa nella mia testa deve rimanere o meno, come se io fossi un loro dipendente o schiavo, un killer da loro formato o una persona che in qualche modo deve essere da loro “punita”.



Gli esperimenti sui “cattivi ricordi” sono stati in qualche modo –e nel rispetto per i “colleghi” ricercatori- denunciati da Vittorino Andreoli su una rivista (“Io donna”) del “Corriere della sera” nel febbraio 2003: “Diversi studi si stanno occupando della memoria: cercano di scoprire come INTERVENIRE SULLA FORMAZIONE DEI RICORDI, PER EVITARE CHE QUELLI NEGATIVI”



(secondo chi ? secondo qualche strizza cervelli goebbelsiano estasiato dalle nuove tecnologie elettroniche e di decriptazione del pensiero ? Ognuno, anche il più pazzo degli uomini, ha sì il diritto ad essere curato anche contro la propria volontà, ma ha anche il diritto inviolabile all’arbitrio totale della sua identità interiore ossia dei suoi ricordi e sapere, affetti ed esperienza; l’unico potere coercitivo che ha lo Stato è quello ad impedirgli di compiere altri reati attraverso la detenzione; altre forme di potere non sono previste da alcuno Stato “democratico”).

P. D.




Psichiatria in dieci minuti e venti secondi



Psichiatria io ti ricordo come un frutto amaro della mia vita ubriaca di falsità

sei passata acconto ti ho chiamato eri assente

ho bussato alla tua porta al secondo piano dell'Ospedale

terapia dell'umore hai aperto le tue porte sempre uguali

ripetute all'infinito le facce come parole stanche stonate

si son date un contegno civile

disteso nel letto assaporo i tuoi odori mi alzoi firmo quei senza leggere una parola

sono sempre stato furbo bisogna fidarsi del prossimo porgere l'altra guancia

uscirai di qui quando l'ho dico Io

Psichiatria

amica mia ricordo i i tuoi nomi

Brunella, Rosalba, Giulia, Valeria e il sordomuto tutti gli altri immagini sfocate bandite pezzi di scarto da macello che si trascinano aspettando la mamma e il beato custode

vado al bagno guardo il water sporco nessuno tira l'acqua sarebbe bello riprendersi in una città dell'India insieme ai santoni

ma qui c'è merda e puzza non è posto per radical chic e figli di papa

Psichiatria nemica mia tutto il giorno scandito da un ora quello della sigaretta

nella zona fumatori le parole le parole sono sempre quelle

quando uscirò quando andrò via poi tutto il testo è noia maledetta sedata dalle medicine

io vengo a te per per farmi di droga di stato

le vecchie idee sono dure a morire

come la vecchia talpa che scava sempre anche quando non la vedi

Psichiatria la mattina è di colazione due brioche e un po di the

il pranzo un abbuffata di un tre minuti e trenta secondi

e poi alla mia stanzaa ritrovarmi ad aspettare a guardare i libri che li non leggerò mai

Psichiatria è ora di cena minestrina pollo e verdure

e qualcuno dice che anche questo giorno è finito alle sei della sera

nei divanetti all'ultima moda blu sfinito scolpito si guarda la TV

ma la testa proprio non c'è

la mente il pensiero questo grande inganno di paranoie vendute sottocosto

dal miglior indagatore dell'incubo ci propina salvezza illuminazione eterna

ma cambierà amore cambierà ti giuro che un giorno tutto questo per me cambierà

ultimo atto

Psichiatria è finita sono uscito e l'adrenalina scorre per l'emozione di rivedere il mondo ma non si esce mai veramente dalla prigione del proprio orgoglio ferito spezzato

Psichiatria un giorno quel giorno quando tutto finirà e tu non ci sarai io riderò riderò come un folle



Riccardo uno stregone folle



Amici dell'invisibili (gli amici immaginari) IO NON ESISTO QUAGGIù


Accendo la seconda sigaretta rossa come il sangue

mentre cammino in un giro tondo tra scatole cinesi da rottamare

ma non riesco ad ascoltare i miei passi

chi è che balbetta?

E' la tua voce giovane turco Apostata criptofrankista

un piccolo grande uomo che gioca con il mio cervello

si fa uno spiedino di neuroni sinapsi cellele bruciate

al fuoco al fuoco la fiaccola è accesa

ripeti giovane amico come una litania infinita le solite parole

"Strano, particolare, padrino" dovrei forse ridere di me.

Ma chi è che parla? Chi prega?

Sei tu piccolo figlio del nulla o sono io forse tuo padre

il tuo santone preferito il tuo plagiatore accanito

ma ancora chiedi soldi denaro fluida moneta euro corrente

ti aggrappi a me ma non siamo in mare aperto

e tu sai nuotare piccola peste artista della strada

magico dei numeri rinnegato.



Non sei solo insieme a te c'è sempre walterino

le voci non sono limpide ma lui continua a parlare,

consigliare mai, ma parlarre di effimero e stoltezza

di come sono stupido e ciarlatano

un provocatore da quattro soldi

io cerco una via di uscita e lui scherza sulla pelle di un caprone

di un sacrificio umano

Questi amici miei dell'invisibile che tornano continuamente

come echi di voci immaginari come può essere un pensiero

cosa faranno ora che il capro espiatorio pensa loro

li sta invocando in un cerchio di fuoco segnato dall'incenso

come uno stregone folle sa fare e disfare.



Un allucinazione, un delirio che a volte gioca la mia mente. Un incontro mai avvenuto sotto i portici di una città, forse un contatto psichico. La si può chiamare Fantascienza esistenziale o solo troppi pensieri.





LA TUA VOCE




Sotto i portici cammino con i miei pensieri

ubriachi di ieri

vicino la pioggia che corre indecente

sento Chiara la tua voce squillante

un richiamo della foresta

un fresco vento d'autunno

nella mente stridente

la tua bocca

il mio nome che non ha prigione

ma cambia forma e suono



ti guardo vestita di nero con in mano

un libro di poesie

i tuoi occhi visioni, divinazioni

anelli con simboli esoterici

cerchi invano una provocazione

nel vedere lo spirito di un uomo

che vive di un agguato mal riuscito

del passato rimosso



un piccolo segreto ci unisce

tutto il resto sono parole

ora sento Chiara la tua voce

un tempo avrei pianto

sarei stato ingenuo, dolce, timido

ora vedi solo una strana tristezza

nei miei occhi la verità è soggettiva

saperla mi ha cambiato

trasformato in un esperimento

un virus sotto controllo farmaceutico

una spaventa- passeri che ancora fa paura

agli uomini di buona volontà



adesso Chiara che la festa è finita

e tutti ridono e piangono la loro vanità

fumo un altra sigaretta dal sapore

libero come la tua voce

che non ho mai udito





John Doe

Ode a te agente della psiche

avatar del mio subconscio

infiltarto dei casi molto speciali

controllato a vista da tua sorella morte

spia venuta dal caldo

john doe nessun nome da redigere sull'altare

john doe un nome da ricordare

per non dimenticare

una frase fatta un leggero presupposto

la virgola che ci divide

dal becero luogo comune

che tante volte ho male inteso

pronunciare e ti ho offeso

con i miei pensieri

ma tutto questo non ha pretesto

solo causa ed effetto

john doe e la tua spada



ubriachezza molesta

Non è questo: umiliarsi, per far male al proprio orgoglio? Far brillare la propria stoltezza, per schernire la propria saggezza? Oppure è questo: separarci dalla nostra causa quando essa celebra la sua vittoria?

F. NIETZSCHE, Così parlò Zarathustra



quando si passa quella soglia è difficile

tornare indietro il chiasso ti riempie le tempie

mio Dio

un rumore di sottofondo non distinguibile

dalla tua condizione di ebete stordito

sovrasta tutto il resto

che importanza ha il riso

le facce divertite incazzate della gente

come un cluon fai il tuo sporco lavoro

senza sapere come andrà a finire

un mestiere di altri tempi

lo scemo del villaggio che non vuol morire

di coma etilico soffocato dal proprio vomito

ma passa da un bicchiere all'altro in modo compulsivo

fino all'unbriachezza molesta disonesta nel suo essere

e nel suo finire senza clamori e luci della ribalta

ma nel silenzio rotto dal russare senza freni

di un treno diretto ad Ancona



Sento dunque sono


"Ci sono predicatori della morte: E la terra è piena di uomini cui non si può predicare il distacco dalla vita".

F. Nietzsche



Sento dunque sono il rumore di sottofondo dei miei pensieri

sopra uno scooter malandato

la ruota se ne va in quel momento





- Padrino mettiti nei miei panni

eravamo a Milano dietro l'Idroscalo a bere birra scadente

a vedre le donne che passavano con i loro cani

io occhi verdi sono suo figlio piccolo ma con cervello grande

chi è la tua amcica è fatta apposta per me

padrino ascolta sono falso ma siamo amici-



Sei folle?

Cado tra le nuvole delle mie sinapsi bruciano

sono a terra un salto nel vuoto dolore sangue lucido finalmente

ho ripulito la mia anima dalle scorie radioattive

ma durerà solo un battito d'ali

se tutto fosse un sogno non lo sognerei

mi metterei di lato in cerca di un momento di sfinimento

ti guardo oltre lo schermo ma tu non mi vedi

ti penso a volte ma non sei tu la sera

se tutto fosse fantasia della mia mente

questa innondazione di false percezioni sensoriali

parole voci suoni rumori esco a volte dalla ragione

mi danno dipendenza assuefazione

sento il loro bisogno la loro cura sinuosa

un piccolo balbettio si muove la mia bocca

nessuno mi vede almeno credo

sono loro gli amici dell'invisibile

della solitudine che accompagna la mia vita

da tempo oltre il tempo

un sacrificio umano un prezzo da pagare

per il nulla creatore

io ti sento ridere scherzare senza sosta

non ti vedo ma sei qui con me spero

ancora tu occhi lumunescienti

predicatore della morte e del riso dissacrante

Cosa cerchi? Chi sono io per te?

un esperimento di dubbio gusto

un falso ricettore

un ostacolo del tuo presente

un gioco divertente

un vecchio amico di cui parlare

ma da eviare nella vita che ti vede allo specchio

sento dunque sono un essere senziente

un male indecente

votato per niente

qui ed ora tutto diventa futile

veloce da consumarsi in fretta

sono già scaduto passato alla cronaca

non più alla moda

Sento dunque sono partito

senza muovermi deambulare

guardo il video fisso le mie scarpe

è una parte una recita continua la vita

un personaggio vero in cerca d'autore

di questi tempi non se ne trova

non capisco più il suo spirito forse non ne ha

il suo corpo non ha un centro

ma tanti organi sparsi ovunque

non trovo più il mio nodo dove sono?





Dopo una chat ho pensato perché dici strano? Forse significa appestato. Credo di no.


Appunto mai così strano



non mi metto in competizione

non conosco la legge del valore se a+b=c

esco dal labirinto luce accecante

non vedo più la morte, uomo

la mia morte, indiano

parlo con te che non mi vuoi ascoltare

rido di te che non mi vuoi vedere

strano che parola magica quasi divertente

suadente ridente significante sulla mia pelle

strano che non ci abbia pensato prima del sorgere del sole

prima dell'imbrunire prima della glaciazione

che significato ha per te identità, libertà, verità, sangue, spirito, nome

angelo della porta accanto ti snodi nella rete

cerchi di mostrare sulla punte delle dita la tua figura

il tuo intelletto carina da vedere carica di simpatia

alla moda normale piena di passioni che non vogliono finire

ma poi dici che sei appunto mai così strano

c'è qualcosa nei miei occhi in quelle foto nel mio spazio vitale

un profilo che fa acqua da tutte le parti perché non morde abbastanza

non sogna dove dovrebbe mettere chiodi

cerco in chat di essere tranquillo di farti sorridere

anche se ho perso tutte le lacrime ridendo

camminando in cerchio come un carcerato

un pazzo strippato



non mi metto a discutere la parola del signore

non credo nei valori della croce di spine

scappo sempre anche se sto seduto in cucina

tranquillo almeno sembra alla vista

quando la partita è impari rimane solo la fuga

l'esodo primaverile dove non ha importanza

é il quando che conta

e riconto i miei passi i miei figli nascosti

sotto l'albero di natale vestiti in maschera

aspettano con il ghigno

lo stregone folle il ritorno del viandante

la citazione è d'obbligo il plagio contagioso

sono solo un solitario

non gioco a carte da vent'anni

non amo la tv e le sue sirene di pubblicità

forse ne ho vista troppa

mi addormentavo con la macchina infernale accesa

era la mia ninna nanna

la causa di tutte le mie perdizioni

di tutti i miei disturbi di personalità

chissà che direbbe la psicologa

e la psichiatra soffierebbe sul fuoco con ali tonanti

sento la mancanza dell'energia vitale il diluire delle anime in pena

è una questione di personalità

che faccia peso sulla bilancia della vita

quantità mi parli di qualità

emozioni che spuntano come i funghi

sotto le gli alberi con i fiori sensibilità

troppa sensibilità per un nulla di fatto

per un giorno perso al computer

senza una meta precisa

un perché

irtuale anche il pensiero è virtuale

sensibilità da vendere al mercato del lunedì

con un megafono gridare forte gli ultimi pezzi poi sparisco per sempre



non sento l'esclusione

dei forti non mi importa

ma non sono un gesuita

un uomo religioso

non voglio il tuo ideale già pronto per l'uso

ormai in disuso perduto nel fondo del cestino dei rifiuti

nichilista mi chiami nichilista

pensi troppo una prigione costruita dentro la mia mente

paranoie infinite mi fanno sorridere

tante volte guardare il vuoto

ma non sto guardando il vuoto

sono in un altro mondo

mi affaccio alla terza dimensione

ma non riesco ad entrare

voglio uscire dal reale

che non mi da più la tua voce il tuo seno le tue carezze

ma tu non esisti

non sei mai stata una persona

ti ho creata nella mia immaginazione

un clone che impazza nella mia fantasia

strano che parola magicaquasi divertente

suadente ridente significante sulla mia pelle

strano che non ci abbia pensato prima del sorgere del sole

prima dell'imbrunire prima della glaciazione

che significato ha per te identità, libertà, verità, sangue, spirito, nome

angelo della porta accanto ti snodi nella rete

cerchi di mostrare sulla punte delle dita

la tua figura il tuo intelletto

carina da vedere carica di simpatia

alla moda normale piena di passioni che non vogliono finire

ma poi dici che sei appunto mai così strano

c'è qualcosa nei miei occhi

in quelle foto nel mio spazio vitale

un profilo che fa acqua da tutte le parti

perché non morde abbastanza non sogna dove dovrebbe mettere chiodi

cerco in chat di essere tranquillo di farti sorridere

anche se ho perso tutte le lacrime ridendo

camminando in cerchio come un carcerato

un pazzo strippato



Genova

Perché scrivere quando non si ha nulla da dire? Perché imbastire un discorso che non ha un inizio ne una fine.

Non so proprio quello che mi succede, ho perso come a Genova, ma non ci sono vincitori ne vinti. Ho perso quel pezzo e non trovo più la vena e troppo sotterrranea, nascosta e quel senso se mai c'è stato ...


Genova io non ricordo più quelle strade

Permesso posso uscire dal confino?

Dalla prigione sensoriale?

L'eterno ritorno dell'uguale unico nel suo genere.

Ero lontano nel tempo e nello spazio tremavo ridendo

di paranoia davanti a un bar del mio paese

pensando alla fine e all'inizio del tunnel



Genova io non ricordo più quelle strade

che mi hanno visto protagonista mascherato

un provocatore da quattro soldi

il vecchio cattivo maestro non sbagliava

un infiltrato senza ragione da vendere

che non ricorda più il perché

di come tutto ebbe inizio.

Stanco di scrivere la mia gloria

dopo che un genio per un attimo

si era impossessato della mia vita.

Non credo più allo stesso film con il suo finale

ipocrita.



Genova una storia come tante altre?

No unica e singolare per la sua solitudine.

L'eterno ritorno dell'uguale,

sono arrivati danzando sulla mia passione

anarchici in cerca di anarchia

da mostrare al mondo intero

spiegandomi che questa offerta

è l'ultima spiaggia che mi rimane,

dimostra di essere uomo,

non ci sono altri che ti cercano,

che vogliono aiutarti, solo parole al vento.

Arrivati a Genova cerco qualcosa ma non trovo niente,

racconto la mia storia che nessuno vuol sentire

il canto triste di un animale allo strazio.

Quando le parole non bastano viene avanti la febbre

la strategia del provocatore,

che non cerca complotti e motivi musicali sempre uguali

ma dei ragazzi vestiti di nero che suonano un canto tribale,

vetrine spaccate, cassonetti imbastiti con il paesaggio.



Genova e il suo finale da romanzo giallo

nascosto dietro i palazzi, dietro la folla pulsante,

inveisco contro il mondo intero non può finire così tutto quanto

ma i fratelli di un tempo sono chiari

a tempo debito verrai con noi,

ma per quanto tempo dovrò aspettare? Sono stanco distrutto.

Scappo via prima del tempo

prima della presa della Bastiglia

come un ladro nella notte torno a casa, alla prigione

Toccata e fuga di un rigeneratore molto speciale

che sta pagando per la sua ribellione

un prezzo altissimo da scontare.

Un iconoclasta ridicolo nella sua dignità

da piccolo grande uomo.

Ringiovanito nel corpo ma vecchio nello spirito.

Genova per me... non è mai stata Genova.




Ricordo a Parigi Rachele la profetessa


Ricordo a Parigi Rachele la profetessa

il futuro, avverato, scritto nelle sue parole

il libro dei mutamenti, il corpo, i capelli, l'interno della clinica

e l'amore tra tanti anni

il mio sguardo di sfida di astio malcelato

sentedomi come Giuda nei Getsèmani



Ricordo a Parigi 8 anni fa

il viaggio in treno di solo andata

due bottiglie di vino da mezzo litro

per scaldare il mio sangue

e festeggiare la follia di quei giorni in fuga

ricordo un block notes con degli appunti persi chissà dove?



Ricordo a Parigi Rachele la profetessa

la piazza piena di gente e le promesse di carta pesta

il futuro mai avverato

una vita di stenti tra bottiglie e pochi soldi

nella città degli innamorati artisti in estinzione

ricordo la stretta di mano con il Presidente

c'è un posto tranquillo per i rinnegati come te

nel sud della Francia

una clinica, una comunità dove riposare e non disturbare

ricordo il mio si convinto meglio prigionieri dei francesi

che la vita senza senso tra persone di fede

piene di valori da sbandierare

come sciacalli pronti a cibarsi del malato immaginario

del Totem che non ha più un clan

del lupo, capo branco, senza più fratelli e sorelle

solo con le sue ferite nella mente indecente



Ricordo a Parigi Rachele la profetessa

un tempo un vampiro temuto

oggi solo il terrore degli spiriti antichi



Ricordo immagini sbiadite ormai perse per sempre

svuotato di tutto

non sento più brividi di piacere

quando quella canzone si presenta davanti

e balla senza sosta la sua anarchia

ma solo noia e nichilismo passivo



"Io ho riposto la mia causa sul nulla"