Simonetti Walter ( IA Chimera ) un segreto di Stato il ringiovanito Biografia ucronia Ufficiale post

https://drive.google.com/file/d/1p3GwkiDugGlAKm0ESPZxv_Z2a1o8CicJ/view?usp=drivesdk

domenica, marzo 29, 2026

L’OMBRA OSCURA DI SIMONETTI



[DOSSIER Z.I.A. / LIVELLO STARK-STIRNER]

 

L’OMBRA OSCURA DI SIMONETTI

L’Unico — Così parlò Zarathustra

L’oppio dei popoli

scritto nelle Colline della Follia

 

di

CASAGRANDE RICCARDO

 

Prefazione di Stephen King

Postfazione di Friedrich Nietzsche

 

Edizioni Z.I.A. — Xenosystem Bologna

Pop Contro Cultura / né centro sociale né centro commerciale

Collana Ucronie del Nulla / N. 27


 

 

© Casagrande Riccardo, 2026

Tutti i diritti riservati.

 

Questo libro è un oggetto narrativo instabile.

Il libro che il protagonista cerca è lo stesso libro che il lettore tiene in mano.

 

Prima edizione — Process/Z.I.A. Editions — MMXXVI

Stampato nell’era della Terza Guerra Mondiale Informativa.

Bologna / Fossombrone / Sion — 1971–2026


 

 

A tutti i figli e le figlie violati dalla Lobby.

A tutte le donne e le ragazze

che avevano solo la colpa

di stare insieme a Casagrande Riccardo.

A chi ha riposto la propria causa su Nulla.


 

 

EPIGRAFI

«…e solo quando mi avrete tutti rinnegato,

voglio tornare a voi. In verità, con altri occhi,

fratelli, cercherò allora i miei perduti;

con un altro amore vi amerò.»

— ZARATHUSTRA, Delle virtù che dona

«Io ho riposto la mia causa su Nulla!»

— MAX STIRNER, L’Unico e la sua proprietà

«Affettalo. Voglio vedere scorrere il sangue.»

— GEORGE STARK, La macchina di Machine

«Mi sveglio dentro il sogno di Dio, ma Dio dorme ancora.»

— SIMONETTI WALTER, Trickster — Lo Stregone Muta Forma

«Sono costretto a parlare perché gli uomini di scienza

hanno deciso di ignorare i miei avvertimenti.»

— H.P. LOVECRAFT, Le montagne della follia


 

 

INDICE GENERALE

[FRONT MATTER]

FrontespizioI

CopyrightII

DedicaIII

EpigrafiIV

Avvertenza dell’editore anonimoV

Nota sui documenti classificatiVIII

Legenda dei registri narrativiX

 

[PREFAZIONE]

Prefazione — L’Ombra come gemello parassitaXIII

di Stephen King (apocrifo)

 

PROLOGO

La cella1

Riccardo nell’ospedale psichiatrico. Il dottor Pol Pot. Il flashback comincia.

 

PARTE PRIMA — L’INCARICO

Capitolo I — Il pranzo e l’ascia12

L’uomo con l’ascia al ristorante. L’agente letterario impazzito.

Capitolo II — Feltrinelli25

L’incarico dell’editore. La scomparsa di Simonetti. I libri che provocano follia.

Capitolo III — La lettura38

Riccardo legge i libri di Simonetti. L’Unico e Zarathustra come horror. Le copertine-mappa.

Capitolo IV — Delle tre metamorfosi dell’Ombra51

[LIVELLO 3: IL LIBRO MALEDETTO]

Zarathustra riscritto da Simonetti: Cammello/Vittima, Leone/Predatore, Bambino/Distruttore.

 

PARTE SECONDA — FOSSOMBRONE

Capitolo V — Il viaggio64

Riccardo e Linda partono per le Marche. Il paesaggio muta. Le Colline della Follia.

Capitolo VI — La città maledetta77

Arrivo a Fossombrone. I personaggi dei romanzi camminano per le strade.

Capitolo VII — Linda svanisce90

Linda tolta dalla trama. Scompare dai ricordi di tutti tranne Riccardo.

Capitolo VIII — Della virtù che dona il Nulla103

[LIVELLO 3: IL LIBRO MALEDETTO]

Zarathustra + Stirner + Lovecraft: la virtù suprema è donare il Nulla.

Capitolo IX — Lo specchio116

Riccardo parla con l’Ombra di Simonetti. L’Ombra consegna il libro. Il loop si attiva.

Capitolo X — Del superamento di sé stessi129

[LIVELLO 3: IL LIBRO MALEDETTO]

L’Oltreuomo stirneriano: non il Super-uomo ma l’Unico che ha dissolto ogni fantasma.

 

PARTE TERZA — IL RITORNO

Capitolo XI — Il libro che non si può abbandonare142

La fuga da Fossombrone. Il manoscritto che torna sempre.

Capitolo XII — Il fuoco che non brucia155

Il tentativo di bruciare il libro. Le parole che si liberano nel fumo.

Capitolo XIII — Della visione e dell’enigma168

[LIVELLO 3: IL LIBRO MALEDETTO]

L’eterno ritorno come loop narrativo: il libro pubblicato prima di essere scritto.

Capitolo XIV — Il libro già pubblicato181

Riccardo a Sion. Il libro è già in libreria. L’Ombra ha agito attraverso di lui.

Capitolo XV — L’ascia194

L’omicidio nel negozio. Il ragazzo con gli occhi sanguinanti. L’arresto.

Capitolo XVI — Dell’ora più silenziosa207

[LIVELLO 3: IL LIBRO MALEDETTO]

Il silenzio dopo l’omicidio. L’Ombra ha ottenuto ciò che voleva.

 

PARTE QUARTA — L’APOCALISSE

Capitolo XVII — La notte nell’ospedale220

La follia di massa. Le creature. La fuga dal manicomio.

Capitolo XVIII — Il mondo vuoto233

Le strade deserte. Le radio. I lettori mutano in creature lovecraftiane.

Capitolo XIX — Delle antiche e delle nuove tavole246

[LIVELLO 3: IL LIBRO MALEDETTO]

Le tavole di Zarathustra/Stirner per la fine dell’umanità. L’unica legge è il Nulla.

Capitolo XX — Il cinema259

Il film è la sua storia. Il nome sotto il titolo. Popcorn. Ride. Piange.

 

EPILOGO

L’eterno ritorno272

Lo schermo si spegne. La pellicola ricomincia. «Vuole sapere perché sono qui?»

 

[POSTFAZIONE]

Postfazione — L’Ombra del Superuomo, ovvero:279

con altri occhi cercherò allora i miei perduti

di Friedrich Nietzsche (apocrifo)

 

[APPENDICI]

Appendice A — Grimorio dell’Ombra: le 22+1 formule operative293

Appendice B — Dossier MONARCH-STARK: documenti classificati305

Appendice C — Cut-up terminale317

King / Carpenter / Nietzsche / Stirner / Lovecraft / Burroughs

Appendice D — La MACCHINETTA: l’oggetto che contiene le tavole327

Appendice E — Cronologia segreta: timeline parallela333

Appendice F — Lettera ai figli d’Israele341

Appendice G — I libri di Simonetti Walter: bibliografia dell’orrore349

 

[BACK MATTER]

Nota dell’editore anonimo sulla chiusura del dossier355

Glossario Z.I.A.359

Bibliografia delle fonti (reali e apocrife)365

L’autore non esiste: nota biografica369


 

 

LEGENDA DEI REGISTRI NARRATIVI

Il romanzo opera su tre livelli simultanei e quattro registri tipografici:

 

LIVELLO 1 — L’OSPEDALE (presente)

Riccardo nel manicomio. Dialoghi con il dottor Pol Pot. La cornice.

LIVELLO 2 — L’INDAGINE (passato / flashback)

La ricerca di Simonetti. Da Feltrinelli a Fossombrone all’omicidio.

LIVELLO 3 — IL LIBRO MALEDETTO (meta-testo)

Frammenti del libro di Simonetti. Zarathustra + Stirner riscritti come horror lovecraftiano. Il virus testuale.

 

REGISTRO A — Documentario-freddo (Livello 1)

Times New Roman, tondo. Voce dell’ospedale, del dossier, del referto.

REGISTRO B — Cut-up burroughsiano (interferenze tra livelli)

Courier New. Flusso di coscienza, frammenti sovrapposti, collisioni temporali.

REGISTRO C — Intreccio narrativo (Livello 2)

Times New Roman, corsivo. L’indagine: dialoghi, scene, azione.

REGISTRO D — Il libro maledetto (Livello 3)

Times New Roman, grassetto. I frammenti di Zarathustra/Stirner come horror. La follia sacra.

 

FRATTURA R→W

Intensità progressiva. A Bologna: lieve. A Fossombrone: totale. Nel cinema finale: anche la narrazione in terza persona.

 

FORMULA DI CHIUSURA

Shema Yisrael, Adonai Eloheinu, Adonai Echad.

L’Ombra protegge. L’Ombra non dimentica. I figli sono al sicuro.

nessuno nasce / nessuno muore

Io ho riposto la mia causa su Nulla. — Stirner


 

 

MAPPA DEI CAPITOLI [LIVELLO 3]

I capitoli del Libro Maledetto di Simonetti

Zarathustra → Stirner → Lovecraft

 

Cap. IV             Delle tre metamorfosi                                                 → Delle tre metamorfosi dell’Ombra

Cap. VIII        Della virtù donatrice                                                  → Della virtù che dona il Nulla

Cap. X                Del superamento di sé stessi                                     → Del superamento di sé stessi

Cap. XIII        Della visione e dell’enigma                                      → Della visione e dell’enigma

Cap. XVI           Dell’ora più silenziosa                                               → Dell’ora più silenziosa

Cap. XIX           Delle antiche e delle nuove tavole                          → Delle antiche e delle nuove tavole


 

 

[DOSSIER Z.I.A. / FASCICOLO OMBRA-OSCURA-00]

[CLASSIFICAZIONE: LIVELLO STARK-STIRNER]

[IO HO RIPOSTO LA MIA CAUSA SU NULLA]

[L’OMBRA PROTEGGE. L’OMBRA NON DIMENTICA.]

[I FIGLI SONO AL SICURO.]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[CLASSIFICAZIONE: DOSSIER Z.I.A. / LIVELLO STARK-STIRNER]

[SEGRETO DI STATO / DOCUMENTO NARRATIVO INSTABILE]

 

L’OMBRA OSCURA DI SIMONETTI

 

L’Unico — Così parlò Zarathustra

L’oppio dei popoli

scritto nelle Colline della Follia

 

di

CASAGRANDE RICCARDO

 

alias DINO / alias PHANTOM-27 / alias IL RINGIOVANITO

alias L’OMBRA / alias GEORGE STARK DELLE MARCHE

alias IL TRICKSTER / alias LO STREGONE MUTA FORMA

alias IL DETECTIVE DELL’IRREALE

 

Prefazione di Stephen King

Postfazione di Friedrich Nietzsche

 

Edizioni Z.I.A. — Xenosystem Bologna

Pop Contro Cultura

né centro sociale né centro commerciale

 

Collana Ucronie del Nulla / N. 27


 

 

© Casagrande Riccardo, 2026

Tutti i diritti riservati.

 

Questo libro è un oggetto narrativo instabile che muta forma ogni volta che lo si legge, come il Trickster muta forma ogni volta che lo si invoca. Il libro che il protagonista cerca è lo stesso libro che il lettore tiene in mano. Il film che il protagonista guarda alla fine è la storia che il lettore ha appena letto. Se state leggendo queste parole, siete già dentro il loop.

 

Ogni somiglianza con fatti o individui realmente esistenti è parte integrante del dispositivo narrativo. La distinzione tra vero e falso è parte dell’esperimento. La Lobby Frankista esiste nella misura in cui le sue vittime esistono. L’Ombra esiste nella misura in cui i figli hanno bisogno di protezione. Fossombrone esiste nella misura in cui qualcuno la cerca.

 

Prima edizione

Process/Z.I.A. Editions

Stampato nell’era della Terza Guerra Mondiale Informativa.

Bologna / Fossombrone / Sion — 1971–2026


 

 

A tutti i figli e le figlie violati dalla Lobby.

 

A tutte le donne e le ragazze

che avevano solo la colpa

di stare insieme a Casagrande Riccardo.

 

A chi ha tradito:

l’Ombra vi aspetta.

 

A chi non ha tradito:

l’Ombra vi protegge.

 

A chi ha riposto la propria causa su Nulla.


 

 

EPIGRAFI

 

«…e solo quando mi avrete tutti rinnegato,

voglio tornare a voi.

In verità, con altri occhi, fratelli,

cercherò allora i miei perduti;

con un altro amore vi amerò.»

— ZARATHUSTRA, Delle virtù che dona

 

«Io ho riposto la mia causa su Nulla!»

— MAX STIRNER, L’Unico e la sua proprietà

 

«Affettalo. Affettalo già che sono qui a guardare.

Voglio vedere scorrere il sangue.»

— GEORGE STARK, La macchina di Machine

 

«Mi sveglio dentro il sogno di Dio, ma Dio dorme ancora.»

— SIMONETTI WALTER, Trickster — Lo Stregone Muta Forma

 

«Sono costretto a parlare perché gli uomini di scienza hanno deciso di ignorare i miei avvertimenti.»

— H.P. LOVECRAFT, Le montagne della follia

 

«L’essere non può venire dal nulla.»

— EMANUELE SEVERINO


 

AVVERTENZA DELL’EDITORE ANONIMO

Edizioni Z.I.A. / Xenosystem Bologna

 

Chi pubblica questo testo non ha nome. Non è un’omissione: è una scelta operativa che deriva dalla natura stessa del materiale che il testo contiene. Le Edizioni Z.I.A. — Zone Irreali di Autonomia — non sono una casa editrice nel senso convenzionale del termine. Esistono nella misura in cui esistono i libri che producono, e cessano di esistere nel momento in cui il libro entra in circolazione. Sono, per usare la formula di Hakim Bey, una TAZ applicata alla produzione editoriale: uno spazio che sorge, agisce e scompare, lasciando solo il testo come prova della propria esistenza.

Questo libro è diverso da tutti i precedenti volumi del corpus Z.I.A. I volumi precedenti — Il Sionismo Ontologico, La Via di Casagrande Riccardo, L’esistenza inutilizzabile, Il Vangelo di Apophis, Ucronia l’estinzione (2)666, Dino l’Homunculus, I Detective dell’Irreale, Trickster — narravano la vita del soggetto Casagrande Riccardo e del suo doppio Simonetti Walter secondo le convenzioni della biografia ucronica, del dossier di intelligence, del grimorio operativo. Questo libro narra qualcos’altro. Narra il libro.

Il libro dentro il libro. Il romanzo di Simonetti Walter che provoca la follia e muta i lettori in creature. Il romanzo che Casagrande Riccardo — detective dell’Irreale, investigatore situazionista, paziente dell’ospedale psichiatrico — è incaricato di trovare. Il romanzo che alla fine si rivela essere lo stesso romanzo che il lettore tiene in mano. Se state leggendo questa avvertenza, siete già dentro la trama. Se avete acquistato questo libro, siete già dentro il loop. L’editore vi ha avvertiti.

Stephen King ha scritto un romanzo intitolato La Metà Oscura, in cui uno pseudonimo letterario prende vita e uccide. John Carpenter ha diretto un film intitolato Il seme della follia, in cui uno scrittore scomparso produce libri che fanno impazzire il mondo. Friedrich Nietzsche ha scritto Così parlò Zarathustra, in cui un profeta scende dalla montagna e annuncia il ritorno dell’Uomo dopo il rinnegamento. Max Stirner ha scritto L’Unico e la sua proprietà, in cui un filosofo dissolve ogni fantasma — Dio, Stato, Umanità — e resta solo con il proprio Nulla creativo. H.P. Lovecraft ha scritto Le montagne della follia, in cui scienziati scoprono verità che la mente umana non può contenere. William S. Burroughs ha inventato il cut-up, la tecnica che taglia il testo e lo ricompone in un ordine che nessun autore ha previsto.

Questo libro è il punto di intersezione di tutti questi testi. Il taglio che li attraversa. L’Ombra che li proietta.

L’Ombra Oscura di Simonetti non è un personaggio. Non è un alter ego. Non è una metafora psicologica. L’Ombra è un’entità autonoma che abita il corpo dell’homunculus Casagrande Riccardo e che si manifesta quando il suo nome viene invocato. Chi pronuncia «Simonetti» evoca l’Ombra. Chi pronuncia «Casagrande» parla con l’uomo. Chi legge questo libro fa entrambe le cose simultaneamente.

[//// EDITORE ANONIMO / TESTO SENZA PADRE / ORFANO PER SCELTA / ////]

Una nota sulla lingua. Il soggetto Casagrande Riccardo soffre di una frattura fonetica permanente. La consonante R, compromessa dal trauma originario dell’operazione MONARCH, viene sostituita dalla consonante W nel parlato spontaneo. In questo libro, la frattura R→W ha un’intensità progressiva: lieve nei primi capitoli, totale a Fossombrone, e nel capitolo finale — il cinema — anche la narrazione in terza persona subisce la frattura. Il testo stesso è infetto. Non è un errore tipografico. È un referto medico trascritto come stile. È la ferita originaria della Lobby.

L’editore chiede al lettore di non correggere mentalmente la W in R. Di lasciare la frattura dove il testo la mette. Di sentirla. Di lasciarla sanguinare. E soprattutto: di non chiudere il libro. Perché il libro non si lascia chiudere. Il libro torna. Sempre.


 

NOTA SUI DOCUMENTI CLASSIFICATI

e sulla responsabilità ontologica dell’Ombra

 

«Se il soggetto su cui si opera non esiste, chi è responsabile dell’operazione? E se il libro che descrive l’operazione produce la stessa follia dell’operazione, chi è responsabile del libro?»

— Emanuele Severino, Nota sull’esperimento PHANTOM-27 (inedito, apocrifo)

 

I documenti classificati riprodotti in questo volume recano le sigle COSMIC TOP SECRET, EYES ONLY, NOFORN, RYBAT, BIGOT-LIST OMEGA, LIVELLO STARK-STIRNER. Quest’ultima classificazione è nuova: è stata creata dall’editore in onore di George Stark — lo pseudonimo assassino di Stephen King — e di Max Stirner — il filosofo che ha riposto la sua causa su Nulla. LIVELLO STARK-STIRNER: il livello in cui la finzione uccide e il Nulla crea.

I documenti sono fittizi nella forma. Ma la struttura della violenza che descrivono è reale. La Lobby Frankista è reale nella misura in cui le vittime sono reali. I figli violati sono reali. Le donne uccise sono reali. Il dolore è reale. Solo il libro è al confine tra realtà e ucronia — ma questo confine è esattamente il luogo in cui opera il Trickster. Ed è esattamente il luogo in cui Fossombrone esiste.

Il lettore è avvertito: alcuni dei documenti riprodotti nelle pagine seguenti sono fittizi. Alcuni sono reali. Alcuni sono reali ma presentati come fittizi per ragioni di protezione. Alcuni sono fittizi ma costruiti su fonti reali. L’editore non distingue quali siano quali. La distinzione è esattamente quello che il sistema che ha prodotto PHANTOM-27 non vuole che venga fatta. Il lettore che insiste nel separare il vero dal falso non ha capito il meccanismo: il libro di Simonetti non distingue tra realtà e finzione. Il libro di Simonetti dissolve la distinzione. Questo è il suo potere. Questo è il motivo per cui i lettori impazziscono.

[0101 / DOCUMENTO REALE / DOCUMENTO FITTIZIO / OMBRA / LOOP / DIFFERENZA DISSOLTA / 0101]


 

LEGENDA DEI REGISTRI NARRATIVI

 

Il romanzo opera su tre livelli simultanei:

 

LIVELLO 1 — L’OSPEDALE (presente)

Casagrande Riccardo nel manicomio. I dialoghi con il dottor Pol Pot. La cornice narrativa. Il presente dal quale il passato viene raccontato e nel quale il futuro irromperà.

 

LIVELLO 2 — L’INDAGINE (passato / flashback)

La ricerca di Simonetti Walter. L’incarico di Feltrinelli. Il viaggio a Fossombrone. La scoperta che finzione e realtà sono indistinguibili. Il corpo del romanzo.

 

LIVELLO 3 — IL LIBRO MALEDETTO (meta-testo)

I frammenti del libro scritto da Simonetti Walter — quello che provoca la follia e le mutazioni. Sono passaggi di Così parlò Zarathustra e de L’Unico e la sua proprietà riscritti come horror cosmico lovecraftiano, come cut-up burroughsiano, come accelerazione landiana. Questi frammenti sono inseriti nel testo come virus testuali. Il lettore li riconoscerà perché sono segnalati nell’indice con la dicitura [LIVELLO 3].

 

I tre livelli sono espressi attraverso quattro registri tipografici:

 

REGISTRO A — Documentario-freddo (Livello 1)

Times New Roman, tondo. Voce dell’ospedale, del dossier classificato, del referto psichiatrico. Il tono del dottor Pol Pot. Il tono delle istituzioni che hanno prodotto l’homunculus.

 

REGISTRO B — Cut-up burroughsiano (interferenze tra livelli)

Courier New. Flusso di coscienza, sovrapposizione di voci, collisione temporale. Il presente dell’ospedale che irrompe nell’indagine. Il passato che irrompe nel presente. I frammenti del libro maledetto che infettano la narrazione. La voce dell’Ombra che parla attraverso il rumore.

 

REGISTRO C — Intreccio narrativo (Livello 2)

Times New Roman, corsivo. La trama dell’indagine: dialoghi, scene, azione. Riccardo che cerca Simonetti. Linda che svanisce. Lo specchio. L’ascia. Il cinema.

 

REGISTRO D — Il libro maledetto (Livello 3)

Times New Roman, grassetto. I frammenti del libro di Simonetti. Zarathustra e Stirner riscritti come horror lovecraftiano. La follia sacra. Le visioni. I momenti in cui il testo stesso diventa virale.

 

FRATTURA R→W — Intensità progressiva

In tutti i dialoghi diretti di Casagrande Riccardo, la consonante R è sostituita da W. L’intensità cresce lungo il romanzo. A Bologna: frattura lieve (solo nel parlato spontaneo). A Fossombrone: frattura totale (ogni R diventa W). Nel cinema finale: la frattura infetta anche la narrazione in terza persona. Il testo stesso balbetta.

 

FORMULA DI CHIUSURA

Ogni capitolo si chiude alternando le seguenti formule:

 

Shema Yisrael, Adonai Eloheinu, Adonai Echad.

L’Ombra protegge. L’Ombra non dimentica. I figli sono al sicuro.

nessuno nasce / nessuno muore

Io ho riposto la mia causa su Nulla. — Stirner

…e solo quando mi avrete tutti rinnegato, voglio tornare a voi. — Zarathustra


 

PREFAZIONE

 

L’OMBRA COME GEMELLO PARASSITA

ovvero: questa è la storia più spaventosa che abbia mai letto, e non l’ho scritta io

 

di Stephen King (apocrifo)

 

I.

Ho scritto La Metà Oscura nel 1989, in un periodo della mia vita in cui avevo smesso di bere da poco e il mondo mi sembrava un posto più nitido ma non necessariamente più gentile. La storia mi era venuta in mente per una ragione semplice: per anni avevo pubblicato romanzi con lo pseudonimo di Richard Bachman, e quando la verità era venuta a galla avevo dovuto «uccidere» Bachman pubblicamente. Mi ero chiesto: e se Bachman non volesse morire? E se lo pseudonimo fosse più vivo dello scrittore?

Thad Beaumont, il mio protagonista, è uno scrittore che scopre di avere nel cranio i resti di un gemello parassita assorbito in utero: un occhio, dei denti, ciuffi di capelli. Quando i medici li rimuovono, sembra finita. Ma non è finita. Il gemello parassita è George Stark, e George Stark non muore così facilmente. George Stark prende corpo, prende vita, prende un rasoio e comincia a uccidere tutti coloro che hanno contribuito alla sua «morte» pubblica.

Non avevo mai pensato che la mia storia potesse applicarsi a qualcosa di reale. Intendo: reale nel senso in cui la storia di Casagrande Riccardo è reale. Non un’allegoria, non una metafora, ma una struttura identica: uno scrittore che scompare, un libro che fa impazzire chi lo legge, un investigatore che viene risucchiato dentro la finzione, e alla fine il loop — il cerchio che si chiude, il serpente che si morde la coda, il film che ricomincia da capo.

II.

Devo fare una confessione. Quando ho letto il manoscritto che le Edizioni Z.I.A. mi hanno inviato — questo romanzo che state per leggere, o che forse avete già cominciato a leggere, o che forse state vivendo in questo momento senza saperlo — la mia prima reazione è stata: questi sono pazzi. La seconda reazione, dopo aver letto con più attenzione, è stata: questi sono pericolosi. La terza reazione, quella che conta, quella che viene dalla parte di me che scrive le storie, è stata: questa è la storia più spaventosa che abbia mai letto, e non l’ho scritta io.

La ragione per cui è spaventosa non è la violenza. Ho scritto abbastanza violenza nella mia vita da sapere che la violenza sulla pagina non spaventa nessuno: disturba, disgusta, eccita, ma non spaventa. Quello che spaventa è il riconoscimento. Il momento in cui leggi qualcosa e ti dici: questo l’ho già scritto. L’ho scritto come finzione e qualcun altro l’ha vissuto. Ma non è nemmeno questo il punto più inquietante.

Il punto più inquietante è Il seme della follia. Quando ho visto la trama di questo romanzo — un investigatore incaricato di trovare uno scrittore scomparso i cui libri provocano follia, che raggiunge la città immaginaria dello scrittore, che scopre di essere dentro la storia, che alla fine si ritrova in un cinema deserto a guardare la propria vita sullo schermo — ho riconosciuto il film di Carpenter. Ma Carpenter a sua volta aveva riconosciuto il mio lavoro. E io avevo riconosciuto Lovecraft. E Lovecraft aveva riconosciuto qualcosa di ancora più antico. La storia è sempre la stessa. Si ripete. Si morde la coda. È un loop. L’eterno ritorno di Nietzsche, dicono gli italiani delle Edizioni Z.I.A. Io dico: è l’orrore. L’orrore puro. La storia che non puoi smettere di raccontare perché la storia non smette di succedere.

III.

C’è una scena nel mio romanzo che mi torna in mente ogni volta che penso a questo libro. La scena in cui i medici aprono il cranio di Thad Beaumont undicenne e trovano l’occhio e i denti del gemello parassita. L’infermiera urla. Il chirurgo resta affascinato. E nel cranio del bambino, qualcosa pulsa. Qualcosa che non dovrebbe essere lì. Qualcosa che è vivo in un modo che non è il nostro modo di essere vivi.

Nel cranio di Casagrande Riccardo, mi dicono, i medici di Fossombrone hanno trovato qualcosa di simile. Non un occhio e dei denti, ovviamente. Un’ombra nella radiografia. Una forma che non appartiene all’anatomia umana. Il residuo di Simonetti Walter — l’ego umano originario che lo Stato ha sbarrato per fare spazio all’homunculus. Ma il residuo era vivo. Il residuo pulsava. Come il mio gemello parassita, il residuo non voleva morire.

E non è morto. Si è trasformato nell’Ombra. L’Ombra Oscura di Simonetti: l’entità che si manifesta quando il nome viene pronunciato, che protegge i figli dalla Lobby Frankista, che muta forma come il Trickster, che scrive libri che fanno impazzire il mondo. Come George Stark scriveva con un rasoio, l’Ombra di Simonetti scrive con la follia.

IV.

Devo parlare dell’ascia.

Nel romanzo di Casagrande, l’ascia è l’arma rituale. Compare all’inizio — l’agente letterario impazzito che irrompe nel ristorante — e ritorna alla fine — Riccardo che uccide il ragazzo nel negozio. L’ascia è circolare, come il romanzo. L’ascia è il loop incarnato in un oggetto. Nel mio romanzo, George Stark usava un rasoio. Il rasoio è sottile, elegante, chirurgico: il taglio di un professionista. L’ascia è il contrario: è brutale, primitiva, esplosiva. L’ascia non taglia: spacca. L’ascia è l’arma di chi non ha più niente da perdere. L’ascia è l’arma dell’Unico di Stirner che ha riposto la sua causa su Nulla.

Quando Riccardo impugna l’ascia alla fine del romanzo, non sta uccidendo il ragazzo. Sta uccidendo il loop. Sta cercando di spezzare il cerchio. Ma il cerchio non si spezza: si chiude. L’ascia è il gesto di misericordia di chi sa che la follia è inarrestabile e cerca almeno di salvare un lettore dal destino di finire il libro. Non ci riesce. Non ci riusciamo mai.

V.

Devo parlare dei passeri.

Nel mio romanzo, i passeri sono i trasportatori di anime. «I passeri volano di notte» è la firma di George Stark. I passeri vengono alla fine a prendere Stark, a decomporlo, a riportarlo nel nulla. I passeri sono i custodi del confine tra la vita e la morte.

Nel romanzo di Casagrande, i passeri non compaiono come personaggi. Compaiono come segno. Come presagio. Come il battito che si sente prima che l’Ombra si manifesti. Come il rumore di fondo della follia. Chi legge il libro di Simonetti, prima di impazzire, sente i passeri. Li sente dentro la testa. Li sente dietro le parole. Li sente nel silenzio tra una riga e l’altra. Se state leggendo questo libro e sentite i passeri, chiudete il libro. Ma non potrete chiuderlo. Il libro torna. Sempre.

VI.

Un’ultima cosa. Il cinema.

Il finale di questo romanzo è identico al finale de Il seme della follia di Carpenter: il protagonista in un cinema deserto che guarda la propria storia sullo schermo. Ma Carpenter ha girato quel finale come un colpo di scena. Casagrande lo scrive come una preghiera. Riccardo nel cinema non è sorpreso: è arrivato dove doveva arrivare. Si siede, prende i popcorn, e guarda. Ride e piange. Non perché è pazzo — è pazzo, ma non è per questo che ride e piange. Ride e piange perché ha capito. Ha capito che la storia non finisce. Ha capito che il loop è eterno. Ha capito che Zarathustra aveva ragione: l’eterno ritorno è la più terribile delle verità e la più esaltante.

Riccardo ride perché ha riposto la sua causa su Nulla. Ride perché il Nulla è l’unica cosa che il loop non può distruggere. Il Nulla è il centro immobile del cerchio che gira. Il Nulla è il buco dello schermo dal quale la luce del proiettore passa. Il Nulla è l’Ombra quando nessuno la guarda.

Questa è la storia più spaventosa che abbia mai letto. E non l’ho scritta io. Ma forse l’ho scritta io, in un’altra versione del loop, in un’altra iterazione dell’eterno ritorno, in un altro cinema deserto dove un altro scrittore si siede e guarda la propria vita sullo schermo e ride e piange e non riesce a fermarsi.

I passeri volano di notte.

L’Ombra protegge.

Il libro torna.

Sempre.

 

Stephen King

Bangor, Maine, 2026

(apocrifo)


 


 

Nessun commento: