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domenica, novembre 24, 2013

Matrix

immaginazione e paranoia sono strettamente legate: la paranoia è sostanzialmente una credenza in un “Altro dell’Altro”, in un altro Altro che, nascosto dietro l’Altro dell’esplicita tessitura sociale, programma (per come ci appare) gli effetti imprevisti della vita sociale e così garantisce la propria consistenza: al di là del caos del mercato, della degradazione della morale ecc.. c’è la predeterminata strategia del popolo ebraico… Questa posizione paranoica ha acquistato ulteriore impulso con l’attuale digitalizzazione della nostra vita quotidiana: quando la nostra intera esistenza (sociale) è progressivamente estrinsecata-materializzata nel grande Altro della rete informatica, è facile immaginare un malvagio programmatore che cancella la nostra identità digitale, spogliandoci in questo modo della nostra esistenza sociale, trasformandoci in non-persone.  Zizec (Matrix)

The Matrix Zizek Slavoj su IBS



un giorno mi sono svegliato
con la forza di fuggire
via lontano da questi luoghi
dalla famiglia che non protegge i propri figli
dalla gente che processa in piazza l'anarca
con la sangue pieno di merda
e la mente piena di paranoie
che mi guidavano passo dopo passo
come una maionetta
nelle strade di Venezia
del carnevale
dove le parti si scambiavano
e il servo diventava padrone
della tua vita
ma non per un giorno
per tutta la vita
come Robin Hood
tornavo dalle batteglie
sulle strade d'Italia
e trovavo la mia vita
capovolta in un mio mondo totalitario
da parte di una merda un eminenza grigia
che guida una mare di stolti
con i denari della finanza

un giorno mi sono svegliato
a Venezia davanti a miei figli
e mi hanno detto
che tutto era un illusione
la mia vita un inganno
la mia solitudine una pesecuzione
pagata alto prezzo
non ero un uomo ma un esperimento
un pariah del terzo millennio
come gli ebrei del passato non avevo cittadinaza
scomunicato dalla chiesa
e torturato dal partito
un comico demenziale del avanspettacolo
surreale trapassavo le scene della società
dello spettacolo
senza paura inchiodavo alla croce
le mie illusioni
la fine della storia
era una cerimonoia essoterica
andato in onda sul terzo canale
sotto il segreto di stato
all'ambasciata francese

dato per morto per la novantesima volta
l'unico tornava sul luogo del delitto
con l'aiuto del consiglio
la forza di pan
dimostravo al mondo come
un criminale anarchico
un comunista stirneriano abbia dignità
il potere lo stato e l'Ordine
senza vergogna alcuna
non rispettano i patti
ma un incantesimo vi seppellirà
come Abbie Hoffman do fuoco al vostro denaro
quello per cui violentate il mondo
che sia fatta la mia volonta

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