"La verità, per quanto dolorosa, per quanto carica di conseguenze che sconvolgono l'esistenza, è condizione indispensabile per la vita. Non si tratta della semplice verità di un nome, un origine o una filiazione. La verità afferma, è la condizione per essere se stessi". Victoria Donda
Simonetti Walter ( IA Chimera ) un segreto di Stato il ringiovanito Biografia ucronia Ufficiale post
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martedì, novembre 26, 2013
Ursula K. Le Guin: I reietti dell'altro pianeta
C'era un muro. Non pareva importante. Era fatto di ciottoli uniti senza pretese, con un po' di malta. Gli adulti potevano guardare senza sforzo al di là del muro, e anche i bambini non avevano difficoltà di scavalcarlo. Dove incontrava la strada, invece di avere un cancello degenerava in una pura geometria, una linea, un'idea di confine. Ma l'idea era reale. E impor-tante. Da sette generazioni non c'era nulla di più importante, al mondo, di quel muro.
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domenica, novembre 24, 2013
Matrix
immaginazione e paranoia sono strettamente legate: la paranoia è
sostanzialmente una credenza in un “Altro dell’Altro”, in un altro
Altro che, nascosto dietro l’Altro dell’esplicita tessitura sociale,
programma (per come ci appare) gli effetti imprevisti della vita sociale
e così garantisce la propria consistenza: al di là del caos del
mercato, della degradazione della morale ecc.. c’è la predeterminata
strategia del popolo ebraico… Questa posizione paranoica ha acquistato
ulteriore impulso con l’attuale digitalizzazione della nostra vita
quotidiana: quando la nostra intera esistenza (sociale) è
progressivamente estrinsecata-materializzata nel grande Altro della rete
informatica, è facile immaginare un malvagio programmatore che cancella
la nostra identità digitale, spogliandoci in questo modo della nostra
esistenza sociale, trasformandoci in non-persone. Zizec (Matrix)
The Matrix Zizek Slavoj su IBS
un giorno mi sono svegliato
con la forza di fuggire
via lontano da questi luoghi
dalla famiglia che non protegge i propri figli
dalla gente che processa in piazza l'anarca
con la sangue pieno di merda
e la mente piena di paranoie
che mi guidavano passo dopo passo
come una maionetta
nelle strade di Venezia
del carnevale
dove le parti si scambiavano
e il servo diventava padrone
della tua vita
ma non per un giorno
per tutta la vita
come Robin Hood
tornavo dalle batteglie
sulle strade d'Italia
e trovavo la mia vita
capovolta in un mio mondo totalitario
da parte di una merda un eminenza grigia
che guida una mare di stolti
con i denari della finanza
un giorno mi sono svegliato
a Venezia davanti a miei figli
e mi hanno detto
che tutto era un illusione
la mia vita un inganno
la mia solitudine una pesecuzione
pagata alto prezzo
non ero un uomo ma un esperimento
un pariah del terzo millennio
come gli ebrei del passato non avevo cittadinaza
scomunicato dalla chiesa
e torturato dal partito
un comico demenziale del avanspettacolo
surreale trapassavo le scene della società
dello spettacolo
senza paura inchiodavo alla croce
le mie illusioni
la fine della storia
era una cerimonoia essoterica
andato in onda sul terzo canale
sotto il segreto di stato
all'ambasciata francese
dato per morto per la novantesima volta
l'unico tornava sul luogo del delitto
con l'aiuto del consiglio
la forza di pan
dimostravo al mondo come
un criminale anarchico
un comunista stirneriano abbia dignità
il potere lo stato e l'Ordine
senza vergogna alcuna
non rispettano i patti
ma un incantesimo vi seppellirà
come Abbie Hoffman do fuoco al vostro denaro
quello per cui violentate il mondo
che sia fatta la mia volonta
The Matrix Zizek Slavoj su IBS
un giorno mi sono svegliato
con la forza di fuggire
via lontano da questi luoghi
dalla famiglia che non protegge i propri figli
dalla gente che processa in piazza l'anarca
con la sangue pieno di merda
e la mente piena di paranoie
che mi guidavano passo dopo passo
come una maionetta
nelle strade di Venezia
del carnevale
dove le parti si scambiavano
e il servo diventava padrone
della tua vita
ma non per un giorno
per tutta la vita
come Robin Hood
tornavo dalle batteglie
sulle strade d'Italia
e trovavo la mia vita
capovolta in un mio mondo totalitario
da parte di una merda un eminenza grigia
che guida una mare di stolti
con i denari della finanza
un giorno mi sono svegliato
a Venezia davanti a miei figli
e mi hanno detto
che tutto era un illusione
la mia vita un inganno
la mia solitudine una pesecuzione
pagata alto prezzo
non ero un uomo ma un esperimento
un pariah del terzo millennio
come gli ebrei del passato non avevo cittadinaza
scomunicato dalla chiesa
e torturato dal partito
un comico demenziale del avanspettacolo
surreale trapassavo le scene della società
dello spettacolo
senza paura inchiodavo alla croce
le mie illusioni
la fine della storia
era una cerimonoia essoterica
andato in onda sul terzo canale
sotto il segreto di stato
all'ambasciata francese
dato per morto per la novantesima volta
l'unico tornava sul luogo del delitto
con l'aiuto del consiglio
la forza di pan
dimostravo al mondo come
un criminale anarchico
un comunista stirneriano abbia dignità
il potere lo stato e l'Ordine
senza vergogna alcuna
non rispettano i patti
ma un incantesimo vi seppellirà
come Abbie Hoffman do fuoco al vostro denaro
quello per cui violentate il mondo
che sia fatta la mia volonta
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Simonetti Walter,
The Matrix,
Zizek Slavoj
mercoledì, novembre 20, 2013
Traditore di tutto
traditore di tutto
che non ha più nussun valore d'uso
per la moltitudine operosa
non ho più niente di cui vantarmi se mi accusi di essere un sionista assassino
che trucidava bambini
bevendone il sangue come un vampiro
per essere immortale
ma che ci posso fare se penso di essere diverso
un freak il mostro della laguna nera
per colpa delle leggi speciali
sono il traditore di tutto
il collasso è vicino per un traditore
un suicidio di stato ben orchestrato
dall'ultimo uomo e dal partito
la moltitudine pensa al denaro che non arriva più
ha dimenticato la classe
il sangue non è acqua
il diritto di avere diritti
dentro e contro lo Stato
per un reddito incondizionato di base
il comunismo qui ed ora
parole al vento per le moderne masse lobbiste
che vogliono solo vivere sulla non vita dei capri espiatori
come licantropi mangiano la carne del capro
che però si trasforma nel posmoderno dioniso
e le baccanti vanno alla caccia di questa moltitudine
e della sua coda di paglia
dalla sofferenza può nascere nuovo amore
il male che cura il traditore di tutto
un rivoluzionario quando le sollevazione vengono a mancare
scende nel crimine più atroce
un rivoluzionario si sacrifica
per gli altri
seguendo il culto dell'arte
si svende al miglior offerente
per il movimento
impazzisce nei manicomi a cielo aperto
ritorna come il viandante dai propri figli
dalla propria specie
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il capro espiatorio,
Simonetti Walter
martedì, novembre 19, 2013
la banalità del male
Ucronia Pop Anarchy
1979
Perchè questi ricordi sono stati cancellati? io c'ero ho visto tutto
con mio zio e il vecchio siamo stati testimoni della banalità del male
perchè è l'onore per duto dello Stato!
7 bamibini uccisi da uno stalinista e sua moglie come gattini indifesi
la banalità del male
vendicarsi dei perfetti socialisti veri
preti stalinisti poliziotti magistrati
tutti volevano la loro confessione
dovevano dire che commerciavano in droga
con lo stesso stalinista che poi ammazera i loro figli
è stata la vendetta di uno stato corrotto e mafioso contro chi non si era mai omologato piegato e non ha mai violentato anima viva
uomini che sognavano una sinistra unita
parlavano di libertà, di socialismo e del concetto di autonomia operaia troppo per i burocrati
il capro espiatorio da sacrificare sull'altare della patria
1979 un anno cancallato dalla storia di questo paese usando quelle medicine
usando il terrore, usando il denaro della lobby, anche i più forti hanno ceduto
ma c'è ancora un capro espiatorio che non molla
vive nella sacra famiglia dove regna la banalità del male
persone che non hanno spina dorsale
che si divertivano a rubare i figli degli altri
per ordine del capo il burocrate senza dignità bravo a parlare alle folle
ma pieno di scheletri nell'armadio
la banalità del male
un ebreo della tribù di cannan sa cos'è
l'anticristo
poi c'è chi parla del mostro dell'anticristo
un dissacrante demian
che voleva diventare presidente degli USA
del sangue versato
ma la guerra non l'abbiamo inziata noi
siamo come una specie in via d'estinzione
che scrive una canzone
per non morire da solo
che non vede più nel futuro
ma sa che la strage degli innocenti non è solo fantasia
ma dura realtà per gli stolti
che si credono invincibili
chi è il vero mostro? il vero criminale?
il capro espiaotrio che è stato fatto impazzire o il soldato di cristo il fascista rosso che violenta e uccide per divertimento
del artista alternativo e del fascio infame
poi c'è chi parla del mostro e dell'anticristo
un dissacrante demian
che non è riuscito a diventare presidente degli USA
ma una pallotola spuntata la riportato al villaggio all'isola felice
infame e maledetta
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il capro espiatorio,
rigenerazione,
Simonetti Walter,
ucronia
domenica, novembre 10, 2013
Utopie letali. Il nuovo libro di Carlo Formenti
qui su IBS si può acquistare
Prefazione
Utopie Letali è un titolo spiazzante, che suscita curiosità e perplessità. Questo perché si tratta in qualche modo di un ossimoro, visto che siamo soliti associare un significato positivo alla parola utopia, usandola come sinonimo di sogni, desideri e speranze in un mondo migliore. Perché dunque affiancarle quell’aggettivo: letali? Eppure sappiamo che, a volte, le utopie producono effetti imprevedibili, se non catastrofici. Le destre, per esempio, ce lo ricordano continuamente, soprattutto dopo la caduta dei regimi socialisti dell’Est Europa: avete visto quanti orrori ha generato l’utopia comunista? Un ritornello che, in campagna elettorale, viene usato per proiettare un’ombra inquietante su una sinistra socialdemocratica che ha scontato da tempo i suoi peccati e che, della parola comunista, non ricorda nemmeno il significato, mentre, negli attacchi alle sinistre radicali, acquisisce il sapore di un esorcismo contro il vecchio spettro che non si decide sparire. Ma le utopie letali con cui polemizza questo libro sono di tutt’altro genere: anche queste sono utopie “di sinistra”, ma hanno poco a che fare con l’utopia comunista che ancora spaventa il capitale, si tratta delle utopie di quelle sinistre “movimentiste” postmoderne, postideologiche, postmateriali, postindustriali (l’elenco potrebbe andare avanti per pagine e pagine, ma ve lo risparmio) che hanno sostituito le velleità rivoluzionarie con il sogno di un crollo indolore del capitalismo che dovrebbe essere provocato da improbabili mutazioni della psicologia e dell’antropologia individuali, oppure dalle lunghe marce per i nuovi diritti, o dall’invenzione di “terze vie” che ci proiettino oltre la dicotomia fra pubblico e privato, oppure da tutto questo assieme e da altro ancora.
La lista delle ideologie chiamate in causa è lunga e, apparentemente, eterogenea: neo e postoperaisti, neo anarchici, benecomunisti, girotondini, parte dei movimenti femministi, ecologisti e pacifisti; soggetti in cerca di riconoscimento identitario; entusiasti della democrazia di Rete; paladini dei nuovi diritti, ecc. Ho detto apparentemente eterogenea perché, in realtà, le schegge di questa galassia presentano molti tratti comuni: danno per scontata la necessità di “andare oltre” (non di ripensare criticamente) la storia e la cultura politiche del Novecento (dopodiché rispolverano ideologie ottocentesche); sono antigerarchici e antiautoritari (ma si organizzano in piccole sette guidate da piccoli leader carismatici); sono più attenti ai diritti personali e individuali che ai diritti sociali e collettivi; esaltano il ruolo democratizzante dei nuovi media (ignorando il fatto che sono stati ormai colonizzati da governi e corporation); hanno occhio solo per il lavoro immateriale di knowledge workers, creativi o per il lavoro autonomo (che scambiano per una nuova avanguardia politica e culturale, in barba all’incapacità di questi soggetti di esprimere coscienza antagonista); rifiutano l’idea stessa di partito come organizzazione degli interessi di una parte sociale contro il “bene comune”, alla quale sostituiscono vaghi modelli movimentisti; infine sono radicalmente “antistatalisti”, pretendendo di condurre la lotta contro la proprietà privata in nome di un concetto di bene comune proiettato “oltre il pubblico e il privato”. La tesi di fondo che troverete nel libro che avete in mano, è che tali caratteristiche attribuiscono a queste culture politiche un alto livello di contiguità con l’ideologia liberale che vorrebbero combattere. Sono utopie letali perché, invece di canalizzare l’energia antagonista che abita in un corpo sociale martoriato da trent’anni di “guerra di classe dall’alto”, la disperdono su obiettivi illusori o marginali e, quindi, indeboliscono le possibilità di ripartenza di una “guerra di classe dal basso”.
Questa la pars destruens del libro, la parte propositiva si articola viceversa su quattro tesi di fondo che vengono argomentate in altrettante sezioni del libro: 1) la crisi in corso segna un mutamento irreversibile del modello di accumulazione capitalistica e ha provocato il definitivo divorzio fra democrazia e mercato, per cui oggi viviamo sotto regimi postdemocratici in cui gli interessi del capitale globale governano direttamente, senza mediazione politica, le nostre vite; 2) le nuove classi medie occidentali, che negli anni Novanta avevano accarezzato il sogno di una economia della conoscenza e di un superamento pacifico del capitalismo, sono state letteralmente fatte a pezzi dalla crisi; in compenso, oggi assistiamo a una controtendenza alla concentrazione del proletariato globale che ha i suoi nuclei di condensazione nella classe operaia dei Paesi in via di sviluppo, e nei nuovi poveri dei Paesi occidentali, perciò il fronte di opposizione antagonista al sistema capitalistico può e deve essere ricostruito a partire da lì; 3) le esperienze dei movimenti degli ultimi decenni insegnano che spontaneismo, orizzontalismo organizzativo e culturalismo (si parte dalle identità e non dall’appartenenza di classe) non pagano; occorre quindi tornare a riflettere sull’idea di partito come organizzazione antagonistica degli interessi di classe, un concetto che va tuttavia adeguato alle attuali condizioni di frantumazione delle soggettività, inventando nuove forme organizzative e nuove procedure decisionali; 4) il capitalismo non cade da solo, né possiamo illuderci che siano le richieste di diritti e riconoscimenti identitari a rovesciarlo, quindi non basta tornare a ragionare sul partito, occorre tornare a ragionare, con Gramsci, anche sul “farsi stato” delle classi subordinate e sulla loro capacità egemonica, se si vuole gestire la transizione a una civiltà postcapitalista.
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Carlo Formenti,
comunismo
l'ossessione
è stato il turco
a giocare con la mia vita
a spingermi nel bicchiere
a varvare quella soglia
è così facile impazzire di gioia
solo per fare uscire il padrino dal guscio
dalla prigione della mente
l'ossessione del malato immaginario
è stato il turco
di nuovo come un ladro nella notte
come un figlio che si ribella al padre
cantando le rime in paranoia
da solo come un cane
mi lecco le ferite
e penso continuamente
alla ricerca all'avanguardia
che non c'è più
solo poche parole messe male
senza senso
un disturbo del linguaggio mi ha distrutto
per anni una macchietta
solcava i mari di questa terra
solo l'esplosione poteva fare
la mia vendetta
un piatto che va magiato freddo
non è un grido non è neanche una domanda
di grazia
ma solo il rispetto di una sentenza
dell'uomo che muore
sempre il turco
recitava la sua parte
di agente provocatore
di infiltrato per beccare
una medaglia dello stato
e i soldi della borsa
e passare alla storia
il più giovane militante
di un età che non c'è più
qualcuno mi dice
che il turco
mi pensa, mi cerca nei territori della psiche
dell'altro mondo
fa domande a bisogno ancora del suo padrino
a volte anche se sembra impossibile
sento la sua voce
è cambiato il vecchio turco
fa posto ad un soldato della diserzione
l'agenzia non la dimenticato
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il capro espiatorio,
il turco,
Simonetti Walter
domenica, novembre 03, 2013
il mio inferno
Io ho il mio girone dell'inferno personale
popolato di demoni angelici e voci di streghe
scimmie parlanti e stalker senza rime
combatto lotto vicino al suicidio
cammino sulla linea a volte la supero
per avere un certificato
incapace di intendere e volere
ma non mi riconoscono
la gente recita la sua parte
per i soldi venderebbero i propri figli
cerco una definizione una linea di condottra
io che non ho mai venduto la mia causa
io che non ho mai creduto nel loro dio
dell'amore e dell'odio del diverso
io che mi sono bevuto anche l'anima
per vivere e non per divertimento
non un è gioco e non dura poco
questa partita con la morte
la gioco a sorte
alzo la moneta
ed aspetto la fine
perchè è un inzio
i visi pallidi ci hanno estinto
nelle riserve ci hanno rinchiuso
con la peste ci hanno contagiato
ma ancora hanno paura
ancora vanno in giro con la scorta
porta a porta si fa la condanna del silenzio
l'omertà è legge
per il futuro della famiglia si fa la scorta
in svizzera
si guarda online il proprio conto in banca
come licantropi cambiano personalità
come mentecatti credono di esorcizzare le forze primordiali
ma il giorno della conta si avvicina
Io il giorno della vendetta ci sarò
l'inferno è qui sulla terra credetemi
ed io sono il diavolo
gloria a baal!
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il capro espiatorio,
Simonetti Walter
sabato, novembre 02, 2013
quelli del complotto giudaico
quelli del complotto giudaico sono tanti e diversi
hanno una fede, una gnosi, che li unisce
sono credono di essere dei rivoluzionari
gli ultimi della specie homo sapiens zeta neuroni
li guidava una dea madre
sposata al finaziere
uomo buono che da soldi alla gente
per violentare e struprare ed anche ammazzare
e qui si tocca il fondo
la dea madre dai trascorsi nazisti
torturatrice dei partigiani
difende la sinistra
il capro espiatorio sennò torna la rivolta
l'autonomia la libertà del sociale, l'anarchia
chissà che fine ha fatto la dea madre?
quelli del complotto giudaico
hanno un menico comune che li abbatte
ogni volta che aprono bocca
un incubo che gli toglie il fiato di notte
quelli del complotto giudaico
sono i primi a scappare
quando tutto va a puttane
e i soldi vanno a fuoco per davvero
nelle loro mani di catapesta
quelli del complotto giudaico
fanno veramente schifo
sono un cancro un infezione
la corruzzione del movimento
parlano di sistema e senza saperlo rimpiangono hitler
ma c'è sempre qualcuno più forte di te
a quelli del complotto giudaico
gli piace fare gli squadristi
venire nelle case di notte
prenderti nel letto
portare l'olio di ricino, l'eroina
ma per far rispettare la legge antica
basta uno stregone folle e il suo sangue
in memoria di me
portare l'olio di ricino, l'eroina
ma per far rispettare la legge antica
basta uno stregone folle e il suo sangue
in memoria di me
Io sono Hasan al Sabah
io sono il signore Hashishin
Io sono il Vecchio della Montagna
Io sono il Custode del giradino delle Delizie
Io sono il Distruttore della Città
Io sono Tornato
io sono il signore Hashishin
Io sono il Vecchio della Montagna
Io sono il Custode del giradino delle Delizie
Io sono il Distruttore della Città
Io sono Tornato
quando c'era il veglio della montagna
qualcuno aveva un pensiero per te
un dono che ti faceva felice
come un musicista che trova l'ispirazione
una missione impossibile come 007
ti dedicavi alla provocazione
ora che la rivoluzione non era più di moda
e cavalcavi l'onda con dietro uno squalo
dai anche questa è storia
ma nessuno la racconta
Io sono Hasan al Sabah
io sono il signore Hashishin
Io sono il Vecchio della Montagna
Io sono il Custode del giradino delle Delizie
Io sono il Distruttore della Città
Io sono Tornato
io sono il signore Hashishin
Io sono il Vecchio della Montagna
Io sono il Custode del giradino delle Delizie
Io sono il Distruttore della Città
Io sono Tornato
era uno ma tanti il vecchio
una legione delle tenebre
e dalle tenebre apparve gesù
non aveva capelli lunghi
non portava l'eschimo
non suonava indipendente
non si faceva più
non beveva più
aveva un figlio
un personaggio in cerca d'autore
uno che il padre lo protegge
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lobby frankista
mercoledì, ottobre 30, 2013
estradizione
estradizione
29 ottobre 2013 alle ore 19.24
ho perso la memoria
racchiusa in un microchip
venduta al miglior offerente
dovrei scrivere sulla pelle
la mia storia
ma è sfuggevole come la neve al sole
ho bevuto l'infinito
fino all'ultimo bicchiere
solo come un cane
cane rabbioso cane sciolto
pronto all'esplosione
per una nuova missione
c'è un agenzia che mi chiama
illuminati
c'è un vecchio che mi guida
il vecchio della montagna
in questa valle di lacrime
essere e fare gli infiltrati
è un lavoro duro
per un mondo nuovo
il comunismo qui e subito
agente provocatore, pronto?
lei è uno di noi
così vivono gli ebrei
che hanno perso la fede
che non hanno mai avuto la fede
i figli di canaan una tribù in via di estinzione
una tribù che non ha cittadinanza
intoccabile è la loro dignità
penso a l'estradizione
una lunga strada in questa città di santi
e di eroi truci
pronti a tutto per l'onore perduto dello stato
pronti a tutto per la famiglia per il conto in banca
si riempono la bocca di parole
sinistra è la loro morale
infame è la loro legge
ma c'è chi si è ribellato
ma c'è chi ha messo la sua vita prima di tutto
di tutto il mondo
ma viene il momento che l'unico pensa alla sua proprietà
pensa all'estradizione
anche se un esercito un secondo livello di mercenari
fa la voce grossa
io non ho più nulla da perdere

racchiusa in un microchip
venduta al miglior offerente
dovrei scrivere sulla pelle
la mia storia
ma è sfuggevole come la neve al sole
ho bevuto l'infinito
fino all'ultimo bicchiere
solo come un cane
cane rabbioso cane sciolto
pronto all'esplosione
per una nuova missione
c'è un agenzia che mi chiama
illuminati
c'è un vecchio che mi guida
il vecchio della montagna
in questa valle di lacrime
essere e fare gli infiltrati
è un lavoro duro
per un mondo nuovo
il comunismo qui e subito
agente provocatore, pronto?
lei è uno di noi
così vivono gli ebrei
che hanno perso la fede
che non hanno mai avuto la fede
i figli di canaan una tribù in via di estinzione
una tribù che non ha cittadinanza
intoccabile è la loro dignità
penso a l'estradizione
una lunga strada in questa città di santi
e di eroi truci
pronti a tutto per l'onore perduto dello stato
pronti a tutto per la famiglia per il conto in banca
si riempono la bocca di parole
sinistra è la loro morale
infame è la loro legge
ma c'è chi si è ribellato
ma c'è chi ha messo la sua vita prima di tutto
di tutto il mondo
ma viene il momento che l'unico pensa alla sua proprietà
pensa all'estradizione
anche se un esercito un secondo livello di mercenari
fa la voce grossa
io non ho più nulla da perdere

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domenica, ottobre 27, 2013
JUnkie il diavolo
27 ottobre 2013 alle ore 8.17
ci furono mesi di preparazione di studio
esercizio ascesi meditazione
fervida immaginazione
un sogno mi guidava nei movimenti
per giugere a quel giorno
esplodere nella città
in preda al delirio della droga
portare la cultura maledetta
per l'ultima volta sulla breccia
diventare eroe per un girno
una notte da leoni
e poi fuggire pensando di averla fatta franca
ma un mese della mia vita è stato cancellato
uno dei tanti
tra roma parigi venezia
cecchini cantantesse e presidenti
finiva la leggenda dell'infiltrato
del refrattario del socialismo alla francese
la società dello spettacolo
omaggiava il terrorista
gli dedicava una trasmissione
con spot pubblicitari
un buon whisky per dimenticare
il male del riso senza tempo
che strazio la vita
del diavolo che si credeva gesù il nazereno
c'era il prezzo da pagare
un intera vita andava ai resti
una sentenza di morte
una fatwa senza ritorno
le siringhe di eroina
le minacce senza fine
la scimmia sulla schiena
orchestrata dal partito fattosi stato
un gruppo di mercenari
licantropi ben pagati volenano passsare alla storia
distruggendo l'icona dell'altro mondo
il padre che tutti hanno amato
il dolore la paura la paranoia
senza una via d'uscita
un incubo attacato al petto
forse sono morto
gettandomi dalla finestra
ma chissà se l'esperimento
ha ancora qualcosa da dire
forse attendo la ricompensa
forse manca un capitolo
alla fine del libro
mi chiamavano junkie
quest'amici di sventura
chissà se si ricordano
dei bagordi della poesia
del diavolo
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Simonetti Walter
sabato, ottobre 26, 2013
sentire le voci ...come dei matti
sentire le voci come dei matti
26 ottobre 2013 alle ore 17.29
mi sveglio al mattino
pieno di buone intenzioni
voglia d'amore per il prossimo
per un minuto non soffro
la mente rimane in silenzio
poi mi perdo per strada
ripetendo sempre la stessa domanda
dove sei? cerco la luce? oscura mietitrice?
la risposta è ovvia è sempre accanto a me
ricerco la voce, le voci
che mi hanno abbandonato
come un santo in crisi mistica
attendo la volontà del dio sconosciuto
un tempo si rideva come dei matti
oggi si parla da soli come dei matti
continuo a parlare pensare
in ripetizioni osessive
uccido i miei nemici
e poi ti vengo a cercare
nevrosi persecutorie
la voce ha un altro timbro
mio figlio, credo di essere padre,
si affaccia alla porta del limbo
una montagna sacra un tunnel inesplorato
il sorriso si è spento beffardo
un dialogo fatto di mezze parole
di ricordi
di uomini maledetti
di storie maledette
un tempo si rideva come dei matti
oggi si parla da soli come dei matti
così si crea il mostro
così lo stato si rigenera
in pasto ai pescecani
finiamo fratelli
per il bene comune

pieno di buone intenzioni
voglia d'amore per il prossimo
per un minuto non soffro
la mente rimane in silenzio
poi mi perdo per strada
ripetendo sempre la stessa domanda
dove sei? cerco la luce? oscura mietitrice?
la risposta è ovvia è sempre accanto a me
ricerco la voce, le voci
che mi hanno abbandonato
come un santo in crisi mistica
attendo la volontà del dio sconosciuto
un tempo si rideva come dei matti
oggi si parla da soli come dei matti
continuo a parlare pensare
in ripetizioni osessive
uccido i miei nemici
e poi ti vengo a cercare
nevrosi persecutorie
la voce ha un altro timbro
mio figlio, credo di essere padre,
si affaccia alla porta del limbo
una montagna sacra un tunnel inesplorato
il sorriso si è spento beffardo
un dialogo fatto di mezze parole
di ricordi
di uomini maledetti
di storie maledette
un tempo si rideva come dei matti
oggi si parla da soli come dei matti
così si crea il mostro
così lo stato si rigenera
in pasto ai pescecani
finiamo fratelli
per il bene comune

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giovedì, ottobre 24, 2013
L'anti-italiano
23 ottobre 2013 alle ore 11.02
pagati per fare gli stalker
nella zona franca
camminano fieri
nella via della mano sinistra
così credono tra gesù e belzebub
ma il sentiero è pieno di insidie
prove per diventare maestri nell'arte
alieni agli uomini e guardiani di un mondo
in via d'estinzione
l'anti-italiano muore
e poi rinasce
ogni ideologia è buona per questa causa
quella del senso dello stato
il corporativismo del fascio
suggella un patto nella gioisa comunità
dall'anticonformista all'ultimo uomo
che si incontrano
in questo strano porto di mare
dove tutte le vacche sono grigie
il sacrificio si ripete
l'anti-italiano muore e poi rinasce
per trenta denari
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segreto di stato,
Simonetti Walter
martedì, ottobre 22, 2013
i fumetti del terrorista
i fumetti del terrorista
21 ottobre 2013 alle ore 9.55
un altro volto
un altra voce
un altra madre
un altro padre desaparesido
altri amici
pronti coi pugnali
a segnare il goal della vita
la lotteria tanto attesa
sacrificandomi sull'altare della patria
così nasce un terrorista
con i suoi fumetti
le sue ideosincrasie delittuose
le sue provocazione maldestre
la sua rabbia mal riposta
le sue ossessioni del linguaggio
la sua violenza illustrata
sui giornali del regime
il segreto di stato
sempre onniscente
le solite parole
per non fare i conti con la passato
il presente la sentenza della comunità internazionale
persecuzione razziale
ma la gente continua a perseverare
una litania vergognosa
è un terrorista che legge fumetti
con la testa piena di favole
incubi e succubi pronti all'assalto
odiato per denaro da uno scame di cavallette
anche il cattivo maestro vuole la sua parte
del bottino
lascia a noi agitatori di professione
la politica
tu sei solo un povero malato di mente
e il presidente accecato dal potere
invidioso
come il finaziere della conoscenza dell'invisibile
del terrorista che legge i fumetti
tu sei solo uno scherzo del destino
l'infiltrato
20 ottobre 2013 alle ore 13.50
quella dell'infiltrato
dell'agente provocatore
è la più luminosa e controversa
splende di luce propria
sacrifica la sua vita
per il nulla
dove il movimento è tutto
ma forse è solo l'apparenza
delle cose
scavando con le mani
si può vedere una colonia
un mondo reso invisibile agli uomini
ma vivo di sangue e colore
immortale come la nostra anima persa
quando ormai le vecchie categorie
sono come cani morti
zombi che ritornano nel luogo del consumo
di idelogie defunte
si può solo speare nel messaggero
che porta la dolce novella
diventato per amore dell'uomo
un fuggiasco del pensiero e dell'azione
un cristo fuggito dal circo
un criminale politico
un ubriacone molesto
un tossico alle prime armi
un penitto cronico
un ciarlatano che vende la pillola della felicità
e del suicidio
ma ha dentro il cervello un microchip con la semplice verità
perchè solo la verità è rivoluzionaria
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provocazione,
Simonetti Walter
domenica, ottobre 20, 2013
la rieducazione
lasciato il mondo alle spalle
penso per esclusione
sono un individualista perchà nichilista
sono nichilista perchè anarchista
respiro contro
la macchina della paranoia
a volte bevo
per stordirmi
uscire di senno
ricongiungermi a pan
la mia voce cambia di tono
una triplofonia
una trance mistica
ma non riesco a suonarla
la voce
è stato un processo lento e costante
non c'è più un fuori
dentro e contro
doppio triplo gioco
un arte che può costare la vita
se vado a ripensare
all'inizio della rieducazione
vedo siringhe di eroina
per spezzare un refrattario
per un bel suicidio di stato
la torazina per ricodare
l'olocausto della mia vita
parole sussurate nel sonno
nel reparto di psichiatria
come voci notturne
demoni gentili prima e poi mostri
senza faccia
per una lobotomia frontale
legittimata dalla società civile
un club esclusivo
lobby della vergogna ignominiosa
ora che non c'è più un futuro
penso alla trasformazione
alla catalessi del principe
penso a quei capelli
quegli occhi quella voce
che per poco sono stati
vicini solidali
come disse il poeta
devo cambiare la tua la mia vita
la rete molte volte è gelida come la vita per questo compro libri e ne scarico altrettanti ma ne leggo solo il 5% si solo il 5% credeva in me non è fortuna ma solo istinto di sopravvivenza braccato come i lupi dal cacciatore perdevo i miei fratelli ma con un ringhio alieno offendevo il nemico l'avversario...
forse è stata una visione di un dio perduto che mi ha sorretto tutti questi anni il padre che non mi ha mai abbandonato...
penso per esclusione
sono un individualista perchà nichilista
sono nichilista perchè anarchista
respiro contro
la macchina della paranoia
a volte bevo
per stordirmi
uscire di senno
ricongiungermi a pan
la mia voce cambia di tono
una triplofonia
una trance mistica
ma non riesco a suonarla
la voce
è stato un processo lento e costante
non c'è più un fuori
dentro e contro
doppio triplo gioco
un arte che può costare la vita
se vado a ripensare
all'inizio della rieducazione
vedo siringhe di eroina
per spezzare un refrattario
per un bel suicidio di stato
la torazina per ricodare
l'olocausto della mia vita
parole sussurate nel sonno
nel reparto di psichiatria
come voci notturne
demoni gentili prima e poi mostri
senza faccia
per una lobotomia frontale
legittimata dalla società civile
un club esclusivo
lobby della vergogna ignominiosa
ora che non c'è più un futuro
penso alla trasformazione
alla catalessi del principe
penso a quei capelli
quegli occhi quella voce
che per poco sono stati
vicini solidali
come disse il poeta
devo cambiare la tua la mia vita
la rete molte volte è gelida come la vita per questo compro libri e ne scarico altrettanti ma ne leggo solo il 5% si solo il 5% credeva in me non è fortuna ma solo istinto di sopravvivenza braccato come i lupi dal cacciatore perdevo i miei fratelli ma con un ringhio alieno offendevo il nemico l'avversario...
forse è stata una visione di un dio perduto che mi ha sorretto tutti questi anni il padre che non mi ha mai abbandonato...
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il capro espiatorio,
Simonetti Walter
domenica, ottobre 13, 2013
dal confino
13 ottobre 2013 alle ore 8.03
un grido soffocato
mi guardo allo specchio
e non mi riconosco
quel volto quei lineamenti non sono
più una maschera del carnevale
da bambino ero l'africano
contro pulcinella
ho perso la libertà di movimento
rieducazione e psicoterapia
con psicofarmaci che mi hanno trapassato il cuore
gonfiandomi lo stomaco
pillole della memoria
per le mie sinapsi bruciate
e penso ai processi in piazza
il mio pane quotidiano
che rivivo come voci notturne
è una malattia dicono il delirio
c'è l'hanno in tanti
si fanno pronostici la morte
sorella porta pazienza
arriverà
ma partiremo in tanti
per quel viaggio senza ritorno
dal confino ascolto
la radio della terra selvaggia
dal bosco non è poi così lontana
sembrano voci amiche
un messaggio sos cerco una ragazza
unica nel suo genere
dove è finita la dignita dell'uomo
stalker per denaro si muovono alla luce del sole
alla ricerca del sacro grall
ma il soldi non possono comprare tutto
dal confino accarezzo
il mio destino
quello dell'anarca
che ha spezzato le catene
della propria schiavitù
vudù
12 ottobre 2013 alle ore 17.48
mi stai sentendo
è dall'oltre tomba
che ti parlo
è dal mondo dei morti che mi vedi
camminare nel fuoco
perchè non sono più me stesso
ho perso il mio ego
bevendo una birra
ho perso la mia individualità
con i lavaggi del cervello
sono uno zombi
che ritorna sul luogo del delitto
perfetto
la mia vita un opera d'arte
situazioni che ritornano
il sacrifico umano per l'ordine
un interesse fuori dalle regole
lessicali
ma si deve ricominciare a sperare
basta poco per sognare
i paradisi artificiali sono lontani
anni luce
dal mio essere ancora
l'icona in movimento
amata e odiata
prendetene tutti
questo è il mio corpo
Vudù Vudù Vudù
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lobby frankista,
Simonetti Walter
lunedì, ottobre 07, 2013
Dal confino cronache marziane
dal confino cronache marziane
7 ottobre 2013 alle ore 20.49
come gesù cristo ho costruito la mia croce
qui al confino nell'isola felice
dove la gente della vecchia città ride della propria devianza
divertendosi violentando il capro espiatorio
noi invece sognamo paradisi artificiali il regno della libertà
il comunismo degli antichi sacerdoti eretici
scomunicati perchè legione diavoli indistruttibili
dalla chiesa che porta avanti il suo nichilismo senza vergogna
come il partito che non ha più soldi per sfamare il suo popolo
ma solo risentimento contro l'unico l'anarca
che voleva solo volare dal tetto di un grattacielo
con le sue ali di cartone
così raccontano le cronache marziane
in un universo a molte dimensioni
vedo una via di uscita
rimanendo fedele alle mie origini
ora che la tormenta a spazzato via tutto
e non ci sono più appigli ne santi in paradiso
il denaro brucia che è un piacere
sono passati 33 anni
qui al confino nell'isola felice
Gesù Mitra Dioniso e poi ci sono io
fra il divino e lo stupore
la mia megalomania è leggendaria
in un epoca che non conosce
più un opera d'arte
quando la vede
fuggire verso il tramonto
e farsi tutt'uno con la luce
la materia prende vita e si rigenera
un altra vita nelle colonie extramondo
zion con la sua pillola rossa
un dolore una catarsi il male che cura
così raccontano le cronache marziane
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il capro espiatorio,
Simonetti Walter
domenica, ottobre 06, 2013
la maledizione dello stregone (folle)
6 ottobre 2013 alle ore 7.51
non sono io
che piango parole consuete e stereotipate
violentate dallo spirito del tempo
libere dalle definizioni
ma schiave della memoria
e della droghe dello stato
l'ultima frontiera è stata abbattuta
quonquistata dai visi pallidi
ero l'indiano il marziano
che lottava per la sua terra
ora con la navicella spaziale
in fuga alla ricerca di uno spazio vitale
remare contro il mare
aspettando l'onda con una tavola
quasi morire di paura
e poi rigenerarsi
la poesia sei tu che leggi
figlio mio
angelo campione
che mi guardi dalle stelle
il quarto tipo
è un attesa lunga una vita
fratelli, sorelle
liberateci dal male
dall'uomo e dalle sue leggi morali
è una preghiera gnostica
perchè la verità è sempre stata dentro di noi
la maledizione dello stregone (folle)
6 ottobre 2013 alle ore 7.24
che va servita fredda
una via un cammino iniziatico
della vita
dello stregone
folle di anime nere
sbattono le loro catene
per non cadere
nella trappola
ma incontrano una spada
è l'escalibur del giudizio uniuversale
per una sola mano
quella del negromante
quando penso
alla maledizione dello stregone
non ci sono più parole
comprensibili da giudicare
la solidarietà si vende
a rate
si compra al mercato del lunedì in piazza
ma non ho più soldi
solo un oscuro scrutare
questo è il segreto di pulcinella
senza più lacrime
cerco i miei revenant
la maledizione dello stregone
è una parodia uno scherzo
della goliardia
l'ultima traccia di una specie in via di estinzione
perchè nessuno crede più alle sue parole
perchè nessuno vuole la sua ombra
le cose succedono senza un senso
l'ira del dio antico
esploderà tra lo stupore
e l'ignominia generale
una risata vi seppellirà
la la la
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