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venerdì, giugno 25, 2010

Oltre la democrazia, oltre le minoranze dominanti organizzate di Giovane Werther da Anarcotico.net

Michels rappresenta sicuramente una figura intellettuale dinamica, vivace, cosmoplita e costantemente caratterizzata da una forte tensione vitalistica e volontaristica mista ad uno scetticismo che crescendo tende verso un sostanziale nichilismo.
La sua opera principale, La sociologia del partito politico nella democrazia moderna, viene pubblicata per la prima volta nel 1911, anno chiave nella biografia del professore tedesco perchèsi introduce nella vita dello stesso una nuova crisi interiore. Le fonti di questo nuovo dolore si rintracciavano nelle sofferenze connesse alla guerra di Tripoli, nell'influenza sulla popolazione della propaganda di guerra e soprattutto nell'incapacità dell'opinione pubblica e della classe dirigente italiana di intravedere nei motivi che spingevano gli Arabi a difendere la propria terra gli stessi che avevano spinto gli eroi del Risorgimento italiano a sacrificare i propri eroici spiriti.
Nella sua brillante e voluminosa monografia Michels espone la sua elaborazione teorica principale. La tesi è la seguente: in ogni organizzazione umana di carattere strumentale sono immanenti tratti oligarchici.
Si tratta di un Michels non già anti-democratico, ma bensì a-democratico. Come egli sottolinea fermamente, il suo pensiero scientifico non combatte la democrazia con le solite argomentazioni o giudizi di valore in favore della monarchia o dell'aristocrazia del sangue, ma afferma semplicemente che ogni regime democratico si risolve nel dominio di una "minoranza dominante organizzata" su di una maggioranza dominata e governata.
Michels per dimostrare la sua tesi utilizza l' analisi del partito politico, o meglio della socialdemocrazia (fondamentalmente quella tedesca), dichiarando che la tendenza all'oligarchia, cui ogni organizzazione soggiace, si manifesta con la stessa intensità con cui si manifesta nei partiti conservatori e reazionari nei partiti rivoluzionari, che per loro origine e svolgimento dovrebbero esserne negazione.
La concentrazione di potere nei partiti De Chirico, Il figliol prodigomarxisti è pù' consistente che la concentazione di capitale nella vita economica di cui parla Marx.
L'organizzazione è in quanto tale cieca. L'organizzazione conduce verso ilpotere e la partecipazione al potere rende conservatori coloro che vi sono giunti. Il partito politico anche quando si fregi dell'attributo di rivoluzionario, mantiene il proprio fondamentale carattere conservatore in relazione ai suoi rapporti con lo Stato: sorto per opporsi alla potenza centralizzata statale, esso stesso si è centralizzato ed ha impostato il suo edificio sulle stesse fondamenta su cui si basano i governi: autorità e disciplina. Si tratta del partito inteso come "Stato nello Stato". Non può così non balzare agli occhi questa affermazione e portare a quanto circa settanta anni prima aveva espresso con la stessa medesima formula Max Stirner nel suo capolavoro L'Unico e la sua proprietà.

Pareto nella teoria della circolazione delle elites individua una tendenza storica della classe dominante che, pur mantenendosi nominalmente al potere, inizia ad indebolirsi fino a subire un processo di dissolvimento che la porta a far posto ad una nuova classe politica.
Per Michels il processo non avviene come ricambio vero e proprio, ma come amalgamarsi di vecchi e nuovi elementi. L'opposizione costituzionale ha come obiettivo quello di cambiare le posizioni di potere, senza l'annientamento del partito che prima era al potere. Si tratta di una concorrenza che accomoda le parti perpetrando il dominio sulle masse, continuando a dividerselo. La dottrina marxista identifica lo Stato con la classe dominante."Quello è un sindacato costituito per la difesa dei privilegi della classe dominante" dice Olivetti. Per Marx nel momento in cui il proletariato si impadronisce del potere politico e proclama che la proprietà privata è proprietà dello Stato, lo Stato si annulla per ciò che lo caratterizza come tale. Ma per Michels, in odor di dottrina anarchica, afferma che non è possibile uno Stato senza classi. L'amministrazione di uno smisurato capitale, soprattutto se si tratta di denaro appartenente alla collettività, fornisce all' amministratore la stessa quantità di potere che gli verrebbe dal possesso di un capitale privato, dalla proprietà privata. Lo Stato è in ogni caso un'organizzazione di minoranza che ha come scopo quello di perpetrare con l'ordine legale lo sfruttamento delle masse. Se anche la massa riuscisse però a togliere il potere dalle mani della classe dominante allora si dovrebbe formare NECESSARIAMENTE in seno alle masse stesse una nuova minoranza organizzata, cioè dominante. Questo è inevitabile, non c'è altra possibilità.

Nel corso dell'opera Michels afferma che gli anarchici sono stati i primi a capire quanto organizzazione sia sinonimo di gerarchia e potere; ma egli afferma che anche tra gli anarchici, dimostrando di conoscere a fondo le dinamiche del dibattito di inizio secolo interno al movimento, Leda Rafanelliesistono sostanziali differenze. Viene citato un intervento di un individualista olandese, Nieuwenhuis, che rivolgendosi alle volontà organizzatrici del bakuninista italiano Malatesta, dice:"Se tu la pensi così caro mio vattene tranquillamente con i socialdemocratici, loro dicono le stesse cose!"
Michels cita inoltre l' immensa Leda Rafanelli come ultima instancabile sostenitrice del postulato della rinuncia, la rinuncia materiale, l'esigenza di soffocare gli istinti borghesi con una sincera e austera eccentricità estetica anti-morale.
"Coloro stessi che avevano in precedenza accusato la democrazia di oligarchia salgono a loro volta nella classe dominante per permettere ai "nuovi difensori della libertà" di insorgere in nome di una democrazia che non esiste."
Roberto Michels

LANCIAMO IL NOSTRO NO! ANONIMO E SENZA ARGOMENTO PROTENDENDOCI AL DI Là DEL TEMPO E DELLA MORALE, NOI NOBILI DI SPIRITO E NON DI SANGUE, SPONTANEAMENTE VICINI O DISTANTI, CON TUTTO IL NOSTRO SCURO MONDO INTERIORE PROIETTATO VERSO LA DISTRUZIONE RISCHIARATRICE, VERSO L'ABISSO DEL NULLA, VERSO LA VITA!

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